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L’Istituto Comprensivo Principe Amedeo fa Prevenzione: “Riflettiamo sul cuore del bullo non sui sassi”.

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Bullismo e Cyberbullismo, l’Istituto Comprensivo Principe Amedeo fa Prevenzione: “Riflettiamo sul cuore del bullo non sui sassi”. Capire, conoscere, prevenire, combattere il bullismo e il cyberbullismo”.

È questo lo slogan che ha fatto da filo conduttore all’evento che si è svolto nell’aula polifunzionale dell’Istituto Comprensivo Principe Amedeo, un incontro coordinato dalla Referente al Bullismo e Cyberbullismo prof.ssa Manuela Garau e magistralmente organizzato dalla Dirigente Scolastica Carla Cantelli per sensibilizzare i giovani verso problematiche attuali e purtroppo sempre più diffuse e sempre più pericolose quali sono i pericoli degli atti di bullismo e cyberbullismo.

Presenti all’evento il Comandante della Tenenza Carabinieri Tenente Franco Franchi e rappresentante del Commissariato di PS di Gaeta il Sostituto Commissario Vittoria Morvillo, la consigliera comunale Michela Di Ciaccio e il consigliere Angelo Magliozzi in rappresentanza del Sindaco Leccese.

Le autorità presenti hanno dato la loro testimonianza diretta e hanno chiaramente messo un grande “No” a questi atti di violenza sotto qualunque forma avvengano.

Protagonisti i ragazzi della scuola secondaria di primo grado che hanno contribuito con i loro lavori multimediali e cartacei,  con performance artistiche, musicali e  teatrali ed hanno interagito con le autorità presenti in un dibattito attivo e stimolante.

“Il bullismo è un argomento di grande attualità e preoccupazione che richiede l’attenzione di tutta la comunità – ha sottolineato la Dirigente Scolastica. È importante capire le cause e trovare soluzioni concrete per contrastare questo fenomeno e la scuola in sinergia con le famiglie e con le istituzioni locali e le forze dell’ordine ha il dovere di far riflettere su queste tematiche in maniera decisa e determinata. E i ragazzi della Principe Amedeo, come sempre, hanno saputo  dare il loro contributo in maniera originale e creativa.”

Ad aprire l’evento l’esibizione canora dei meravigliosi bambini della classe V A della scuola primaria Don Bosco.

La professoressa Garau al termine della manifestazione è intervenuta condividendo con i presenti la riflessione del dottor Stefano Rossi, esperto di bullismo, “Il silenzio degli adulti: adulti incapaci di trovare quelle parole di empatia che aiuterebbero bulli e vittime. Un ragazzino il cui cuore è pieno di sassi non può che gettarli, contro sé stesso, accettando l’inaccettabile, o contro la prima vittima a portata di mano.

La prevenzione del bullismo si può fare solo con le parole dell’educazione emotiva.

Trasformando in parole quei sassi che spesso appesantiscono, non solo il cuore dei bambini, ma forse e soprattutto anche il nostro.

Affinché non ci sia più bisogno di proteggersi col patto del silenzio”.

“La scuola –  afferma la prof.ssa Garau nel suo intervento –  è il luogo fondamentale per lo sviluppo emotivo degli studenti, poiché permette loro di acquisire le competenze di base necessarie ad affrontare le differenti sfide della vita.

Negli ultimi anni, grazie anche alla Riforma scolastica, è aumentato l’interesse per curricula scolastici più “ampi”, che aiutano i ragazzi a sviluppare le loro abilità sociali ed emotive.

Nell’ambiente scolastico non solo le competenze cognitive, ma anche quelle sociali ed emotive, sono fondamentali per il futuro dei ragazzi e per il loro benessere personale.

L’Intelligenza Emotiva è l’abilità di comprendere e monitorare i propri sentimenti e quelli degli altri e utilizzare tali informazioni per agire e adattarsi alle situazioni sociali, generando relazioni positive con i pari e i familiari.

La prof. Garau ha citato, inoltre, il giornalista, scrittore, psicologo statunitense Daniel Goleman che afferma che l’Intelligenza Emotiva è più importante del QI per predire il successo nella vita.

E ha concluso il suo intervento affermando che il bullo e la vittima esplicano una danza a due, finendo entrambi di essere carnefici.

Ecco perché L’Istituto Comprensivo Principe Amedeo ha voluto far riflettere i propri alunni sulla prevenzione, al centro del dibattito il cuore del bullo e non i sassi che spesso  quest’ultimo getta anche contro sé stesso.

Quando ho coordinato l’evento – afferma la prof.ssa Garau – mi  sono venute in mente alcune domande:

Perché i ragazzi bullizzati o gli stessi bulli non vogliono parlare? Non si fidano degli adulti? Hanno paura di peggiorare la loro situazione, di essere considerati deboli perché chiedono aiuto? E perché a stare zitti sono anche i compagni o fratelli che sanno degli episodi accaduti? Ma soprattutto, come fanno genitori, insegnanti e altri educatori a non accorgersi che c’è qualcosa che non va?

A mio parere quando si crea questo “stacco” tra mondo dei ragazzi e mondo degli adulti il bullismo e il Cyberbullismo prendono il sopravvento.

L’obiettivo deve essere quindi quello di parlare e sensibilizzare gli alunni per far loro comprendere che è fondamentale l’intervento degli adulti, fin da subito; e che amicizia non vuol dire mantenere un segreto o un giuramento di silenzio, in caso di gravi difficoltà come gli eventi di prevaricazione più gravi.

Come afferma Martin Luther King “Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; è l’indifferenza dei buoni”.

A tutti capita nel percorso scolastico, di assistere o di essere vittime di bullismo e tutti stringono patti e giuramenti con i propri amici o fratelli.

Il silenzio deve essere  “rotto”,  è bene continuare a parlarne, specialmente tramite storie di qualità, rivolte sia ai ragazzi che agli adulti, magari da guardare tutti insieme e discuterne in classe.

Parlare, chiedere aiuto e rompere il silenzio, questi gli imperativi della giornata di oggi contro il bullismo.

Come afferma Liliana Segre, Senatore a Vita, e superstite dell’Olocausto: “L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte”.

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