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GAETA ADOTTA IL PIANO CITTÀ DEGLI IMMOBILI PUBBLICI

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L’Agenzia del Demanio e il Comune Gaeta hanno siglato un accordo per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico della città

Gaeta, 7 giugno 2024 – Gaeta avvia il Piano Città degli immobili pubblici, una nuova strategia per la gestione del patrimonio immobiliare pubblico che l’Agenzia del Demanio ha adottato per rispondere alle esigenze delle pubbliche amministrazioni, dei territori e dei cittadini, valorizzando e riqualificando gli asset pubblici.

L’accordo tra il Sindaco di Gaeta e il Direttore dell’Agenzia del Demanio, firmato oggi, individua soluzioni innovative e sostenibili per promuovere processi di rigenerazione e sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale della città. Grazie a questa intesa, l’Agenzia del Demanio supporterà il progetto «Gaeta Città della Cultura», mettendo a disposizione gli immobili demaniali per l’apertura al pubblico. Ciò consentirà di potenziare le iniziative culturali, anche in previsione del maggiore flusso turistico previsto in occasione delle celebrazioni del Giubileo 2025.

L’accordo individua i primi sei immobili di proprietà dello Stato che saranno valorizzati anche attraverso forme di partenariato con i privati. Si tratta della Caserma Cialdini e il Torrione Francese, l’ex Caserma Vittorio Emanuele II, l’ex Caserma Menabrea, l’ex Forte Emilio Savio, l’ex Chiesa di Santa Caterina e l’ex Caserma Sant’Angelo Basso. I beni, che fanno parte del patrimonio storico di Gaeta, saranno inseriti nel piano regolatore e, grazie alla loro riqualificazione, ritorneranno ai cittadini con nuove funzioni. Diverse sono le destinazioni ipotizzate, tra queste: strutture polifunzionali per lo sviluppo di attività turistico-ricettive e l’organizzazione di eventi, housing universitario, spazi espositivi e servizi culturali.

«Abbiamo adottato una strategia di pianificazione degli interventi sugli asset pubblici che pone al centro della progettazione l’utente, il servizio al cittadino, la collettività, lo spazio accessibile e le relazioni dell’immobile con il contesto urbano. Con il Piano città degli immobili pubblici pianifichiamo, in dialogo con gli Enti Territoriali, le soluzioni di rifunzionalizzazione dei beni poco o male utilizzati a maggiore impatto economico, sociale e ambientale. Un cambio di paradigma per accrescere l’attrattività e il benessere nelle città», ha sottolineato il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme. «Con la firma di oggi mettiamo gli immobili pubblici disponibili a Gaeta in relazione allo sviluppo del territorio, per generare attrattività verso i giovani, i turisti e gli investitori, un modo di creare nuovo valore economico e sociale attraverso il patrimonio dello Stato per queste e per le future generazioni».

«Un nuovo capitolo si apre per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico di Gaeta. Questo accordo rappresenta un passo fondamentale per il futuro della nostra città» ha dichiarato il Sindaco di Gaeta, Cristian Leccese. «Grazie alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio, potremo finalmente dare nuova vita a immobili che da troppo tempo versano in stato di degrado, trasformandoli in risorse preziose per il nostro territorio. Si tratta di un progetto che ha molteplici valenze, ha poi aggiunto il Sindaco di Gaeta. «Innanzitutto, ci permetterà di recuperare da un punto di vista architettonico immobili che versano in stato di abbandono. Inoltre, valorizzeremo il patrimonio culturale e storico della nostra città, dato che molti di questi beni risalgono a secoli fa e hanno avuto un ruolo importante nella storia di Gaeta. Infine, il Piano Città contribuirà allo sviluppo socio-economico del territorio, destinando gli immobili recuperati a funzioni pubbliche di utilità collettiva, turistiche e culturali. Diamo quindi concretezza al nostro impegno per il recupero e la valorizzazione del nostro patrimonio. Siamo certi che il Piano Città contribuirà a rendere Gaeta una città ancora più bella, accogliente e vivibile. Intendo esprimere un sincero ringraziamento, per la fattiva collaborazione, al Presidente della Commissione Urbanistica Giuseppina Rosato, al Presidente della Commissione Cultura Michela Di Ciaccio, al Presidente della Commissione Sviluppo Economico Paola Guglietta e all’Assessore al Turismo Angelo Magliozzi», ha concluso il Sindaco Leccese. «Insieme a loro abbiamo dato vita a questo importante progetto per la nostra città».

1.La Caserma Cialdini e il Torrione Francese sono stati realizzati nella prima metà dell’800 e dopo l’Unità d’Italia sono pervenuti al demanio dello Stato attraverso la successione dal Regno delle Due Sicilie. Un tempo destinate alla Scuola allievi dei Carabinieri e come postazione di artiglieria da costa, verranno trasformate in una struttura turistico-ricettiva.

2.La Caserma Vittorio Emanuele II, realizzata tra il 1450 e il 1470, si compone di corpi di fabbrica a due piani costruiti in più fasi e articolati intorno a un chiostro centrale con un porticato. L’ipotesi progettuale prevede la sua trasformazione in struttura turistico-ricettiva.

3.La Caserma Menabrea, già Convento di San Francesco, oggi denominato «Oratorio Don Bosco», sorge adiacente all’omonima Basilica alle pendici del Monte Orlando. Di conformazione quadrangolare, si sviluppa intorno ad un chiostro e si prevede la sua trasformazione in struttura turistico-ricettiva.

4.Il Forte Emilio Savio, realizzato dopo la conquista di Roma da parte del Regno d’Italia, si trova sulla cima del Monte di Conca in posizione dominate sul golfo. La struttura è articolata su quattro livelli e l’ipotesi progettuale prevede la sua trasformazione in centro polifunzionale.

5.La Chiesa di Santa Caterina è un edificio cielo-terra a picco sul mare, che si sviluppa in continuità con il più ampio complesso della Caserma Cavour, in uso alla Guardia di Finanza. L’ex convento, con accesso lungo via Pio IX e costituito da piano terra e tre piani superiori, verrà inserito in percorsi di valorizzazione e rifunzionalizzato.

6.La Caserma Sant’Angelo Basso è stata costruita tra il 1000 e il 1100 e si sviluppa su una superficie lorda di 12.600,00 mq. Il percorso di valorizzazione di questo compendio è ancora in fase di definizione.

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