Villa di Mamurra Gianola: la seconda campagna di scavi segna una svolta nella conoscenza del complesso della chiesetta medievale
Un anno dopo la ripresa delle ricerche archeologiche, gli studiosi sono tornati al lavoro nell’area della Villa di Mamurra, conseguendo risultati che rappresentano un importante passo avanti nella comprensione della storia del sito. Dopo la prima campagna del 2025, che aveva restituito leggibilità a un contesto interessato nel tempo da numerosi interventi ma progressivamente ricaduto nell’abbandono, i due mesi di attività della seconda stagione di scavi, svolta nel 2026, hanno costituito un vero momento di svolta nello studio del complesso ecclesiastico medievale realizzato all’interno degli spazi della monumentale villa romana. Le indagini hanno consentito innanzitutto di definire con maggiore chiarezza la cronologia dell’edificio religioso e il periodo storico entro il quale esso è stato utilizzato. Parallelamente, sono emersi nuovi elementi utili a comprendere il rapporto tra la chiesa medievale e le strutture romane circostanti, aprendo così nuove prospettive di ricerca anche sulla Villa di Mamurra, della quale numerosi aspetti risultano ancora oggi poco conosciuti. Si tratta di risultati di grande rilievo, che hanno permesso di allineare gli esiti delle attività sul campo agli obiettivi scientifici delineati sin dall’avvio del progetto. Tutti i dettagli delle nuove scoperte saranno illustrati nel corso dell’evento conclusivo della campagna di scavo, in programma nella mattinata di sabato 20 giugno. Le attività sono state condotte dagli archeologi dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, coordinati dal professor Federico Marazzi e diretti sul campo da Francesca Agrò, responsabile della conservazione e dello studio dei reperti, Viviana Nocerino, responsabile delle attività di scavo archeologico, e Mariano Prodomo, responsabile del rilievo e della documentazione. Alle operazioni hanno partecipato anche gli studenti dei corsi di laurea triennale e magistrale e della Scuola di Specializzazione dell’Ateneo, tra i quali, quest’anno, anche due studentesse provenienti da Formia e Scauri. Fondamentale si è rivelato il costante sostegno logistico e operativo del personale del Parco Regionale Riviera di Ulisse, grazie all’impegno del Presidente Massimo Giovanchelli, e dell’Associazione Internazionale Progetti Ulisse ODV, guidata dall’architetto Luigi Valerio. Le attività si sono inoltre svolte in stretto confronto con i tecnici dell’Istituto Centrale per il Restauro, coordinati sul campo dall’architetto Cesare Crova, al fine di programmare i futuri interventi di conservazione delle strutture riportate alla luce, nel rispetto delle indicazioni della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Latina e Frosinone, diretta dal dottor Alessandro Betori. Importante anche il supporto garantito dal Comune di Formia, grazie all’impegno assunto personalmente dal Sindaco Gianluca Taddeo in occasione della conclusione della campagna di scavo del 2025. L’appuntamento è quindi fissato per la mattina di sabato 20 settembre ore 10,30 presso il sito archeologico della chiesa medievale, dove gli archeologi presenteranno direttamente al pubblico le principali novità emerse nelle ultime settimane e illustreranno le prospettive della terza campagna di scavi, già programmata per il 2027.
Visualizzazioni: 112a cura di: Comunicato Stampa


