Un incontro che resterà nel cuore di molti
Essere nati negli anni ’60 e partecipare a una serata di presentazione dei libri della propria professoressa di matematica e fisica del liceo scientifico… non è certo cosa da tutti! È piuttosto quel turbinio di emozioni che si provano nel ritrovare i compagni di classe lasciati in quelle aule del Liceo Scientifico Fermi di Gaeta, il brivido della nostalgia che ti attraversa quando ti volti indietro a cercare quella giovinezza che non può tornare, quelle risate che sgorgavano per un nonnulla, quelle lacrime per un amore perduto, un successo sfiorato, un amico mai più incontrato…E provare emozioni per nulla scontate, vuol dire nuovamente commuoversi, abbracciare, sorridere, ringraziare… E applaudire una professoressa che dall’apparente freddezza delle materie scientifiche, oggi a più di novant’anni si dedica con grande impegno alla scrittura di romanzi, saggi, riflessioni su problemi sempre attuali… senza lasciarsi sconfiggere dal peso degli anni e assumendo impegni non certo leggeri quale quello di insegnare l’italiano agli stranieri. Ancora scuola, insomma, accoglienza, dedizione, vocazione all’educare e all’insegnare… anche se oggi per volontariato.
Ebbene: tutto questo e tanto altro ancora è successo a Gaeta, il 24 ottobre scorso, quando numerosi ex liceali hanno partecipato all’incontro culturale organizzato nell’Aula Magna dell’Istituto Nautico Caboto dall’Associazione e casa editrice deComporre. Protagonista indiscussa e applauditissima la scrittrice Maria Perrotta Schettini, autrice di ben quattro libri di ricordi e riflessioni intitolati “MMXX”, “Cose di altri tempi”, “Il viaggio di Sofia” e “Stella è il suo nome”. A dialogare con lei le professoresse Maria Rosa Valente dirigente scolastica, Vera Liguori Mignano sempre delicata e puntuale nelle sue riflessioni e Anna Perrotta, sorella di Maria che ha firmato anche le prefazioni dei libri. Tutte hanno anche letto alcuni brani tratti dai libri per sottolineare come “Nei frammenti del passato, ci sia tutta la dolcezza fugace della memoria e come le varie amarezze possano stemperarsi in un sorriso”.
La Scrittura – del resto – è un ponte tra presente e passato: è qualcosa di liberatorio, il piacere di regalare a chi leggerà quei frammenti di storia vissuta e conservata nei cassettini della memoria ormai pieni all’inverosimile…E, tra gli applausi e i sorrisi del folto pubblico, il messaggio potente di una donna speciale che ha ancora tanto da insegnare e che oggi, all’algebra e alla geometria, sembra preferire di gran lunga l’impegno sociale e l’aspirazione sincera alla pace, all’accoglienza del diverso, alla reciprocità. Lasciati da tempo gessetti e formule, oggi usa la grande lavagna della letteratura per lasciare pensieri e lanciare moniti accorati e significativi. Ma anche testimoniare come la vecchiaia possa diventare la stagione più bella della vita visto che saperla vivere bene è davvero un privilegio, un dono di Dio. E cosa fare allora? “Godere delle piccole cose, riuscire ancora a meravigliarsi, a testimoniare valori offuscati, apprezzando tutta la bellezza che, nonostante tutto, ci circonda ancora”.
Visualizzazioni: 77a cura di: Sandra Cervone





