Sanremo, l’occasione mancata: la denuncia di Luisanda Dell’Aria sul silenzio attorno al cancro all’ovaio
Roma, 28 febbraio 2026 – Una lettera aperta, intensa e diretta, che diventa un atto d’accusa verso il più grande palcoscenico mediatico italiano. Luisanda Dell’Aria, divulgatrice e autrice del libro Abbi Cura Di Te, rompe il silenzio e si rivolge idealmente a tutte le donne dopo la partecipazione di Bianca Balti al Festival di Sanremo 2026. Il nodo centrale: l’occasione mancata di trasformare una testimonianza personale in un messaggio di salute pubblica.
Il palco dell’Ariston e il peso delle parole non dette
Dell’Aria parte da una domanda semplice e spiazzante: “Non è un’emozione avere il potere di arrivare a quasi quindici milioni di spettatori e in tre minuti dare un’informazione che può salvare la vita?” Secondo l’autrice, la presenza della modella sul palco dell’Ariston – per il secondo anno consecutivo – avrebbe potuto rompere un tabù e portare al centro dell’attenzione nazionale un tema ancora poco conosciuto: il cancro all’ovaio.
La critica non riguarda la scelta estetica o simbolica della Balti, che Dell’Aria riconosce come gesto di forza e rinascita, ma l’assenza di parole chiare e dirette. “Ho avuto un tumore all’ovaio, non si vede con il Pap test, ascoltate i sintomi” è la frase che, secondo lei, avrebbe potuto cambiare la percezione di milioni di donne.
“Mostrare che si può tornare belle non è prevenzione”
Dell’Aria distingue nettamente tra rappresentazione e informazione. La prima, sostiene, offre speranza a chi sta vivendo la malattia; la seconda può salvare la vita a chi ancora non sa di essere a rischio.
Il cancro all’ovaio, ricorda, non ha uno screening specifico e viene spesso diagnosticato tardi proprio per mancanza di conoscenza. Il Pap test non lo individua: un’informazione che molte donne ignorano.
I sintomi – spesso confusi con disturbi gastrointestinali – sono elencati con precisione: mal di stomaco, bruciore, stipsi, colite, inappetenza, sazietà immediata, dolore pelvico, gonfiore persistente, necessità frequente di urinare, dolore durante i rapporti. Conoscerli può fare la differenza tra una diagnosi al primo stadio e una al terzo o quarto.
La forza di un palco e la fragilità del messaggio
Dell’Aria racconta anche la propria esperienza: in un programma Rai pomeridiano, il suo intervento sui sintomi e sul mese di maggio blu Tiffany è stato tagliato in montaggio. “Zac, e sono volati via – troppo scomodi”.
Se questo accade in una trasmissione da 400 mila spettatori, osserva, quanto più grave è perdere l’occasione di parlare a quindici milioni di persone.
Il Festival di Sanremo, ricorda, è storicamente un megafono capace di portare temi sociali al centro del dibattito pubblico. Per questo definisce “muto” il messaggio della Balti: potente nella forma, ma privo di strumenti concreti per la prevenzione.
Un impegno personale che continua
Da sei anni Dell’Aria gira l’Italia incontrando gruppi di cinquanta o cento donne alla volta. Con il suo libro Abbi Cura Di Te ha raggiunto diciannovemila lettrici.
La sua battaglia oggi si concentra su un obiettivo preciso: far riconoscere maggio come mese blu Tiffany contro il cancro all’ovaio. Una petizione è già attiva su Change.org
La sua lettera si chiude con un appello: condividere, informare, rompere il muro della paura. “Tutte le donne devono sapere quello che io non sapevo”, scrive.
E aggiunge: “L’informazione è la prima forma di prevenzione che può salvare la vita.”
a cura di: Maria Vaudo

