Sanità, dalle parole ai fatti: una giornata storica per il comprensorio

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«C’è un modo di fare politica che preferisco a ogni altro: quello che si misura con i risultati concreti e con i cantieri che aprono». Con queste parole il consigliere regionale del Lazio Cosmo Mitrano annuncia una data che definisce «storica» per il territorio del sud pontino.

Mercoledì 8 aprile, infatti, alla presenza del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, verranno inaugurate nuove strutture sanitarie attese da tempo dalla cittadinanza. Un passaggio che, nelle intenzioni del consigliere, segna un cambio di passo nella qualità dell’assistenza locale.

Il programma prevede alle 11:00 a Gaeta, in via Salita Cappuccini, l’inaugurazione della Casa della Comunità e dell’Ospedale di Comunità, un presidio di prossimità che – sottolinea Mitrano – «i cittadini aspettavano da tempo».
A seguire, alle 12:00 a Formia, sarà il momento della Casa della Comunità HUB, del nuovo Centro di Salute Mentale e della Nuova Area Perinatale dell’Ospedale “Dono Svizzero”.

Per Mitrano non si tratta soltanto di nuove strutture, ma della «risposta tangibile a un impegno personale per il territorio», un percorso che riconosce come sostenuto da una figura per lui centrale: il senatore Claudio Fazzone, definito «pilastro fondamentale» e «bussola» nel raggiungimento di questi risultati.

Il consigliere rivolge inoltre un ringraziamento al Presidente Rocca e alla Direttrice Generale Sabrina Cenciarelli, sottolineando come la loro attenzione e sensibilità abbiano permesso di trasformare il lavoro istituzionale in interventi concreti per i cittadini.

«Mettere la sanità al primo posto significa garantire che nessuno debba sentirsi solo di fronte alla malattia o alla necessità di cura», afferma Mitrano, evidenziando l’obiettivo di una sanità più moderna, vicina alle persone e capace di alleggerire i pronto soccorso grazie a servizi territoriali più efficienti.

«Il nostro territorio torna protagonista. La salute dei cittadini non è uno slogan, è il cuore del nostro lavoro quotidiano», conclude.

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a cura di: Maria Vaudo