Prevenzione è vita: dialogo con la Dott.ssa Vanda Salutari, ginecologa oncologa al Policlinico Gemelli In Evidenza

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Valori condivisi nel Day Hospital Tumori Femminili: prevenzione, diagnosi, ricerca, cura, ascolto.

👩‍⚕️ Chi è la Dott.ssa Vanda Salutari

Ginecologa oncologa presso l’Unità Operativa Complessa di Ginecologia Oncologica della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS di Roma, la Dott.ssa Salutari è specializzata nella diagnosi e nel trattamento dei tumori ginecologici. Nel Day Hospital per le Terapie Innovative per i Tumori Femminili accompagna le pazienti in percorsi di cura personalizzati, integrando competenze cliniche e ascolto umano.

Si occupa di:

  • Oncologia ginecologica
  • Tumori ginecologici (utero, ovaie, cervice, vulva)
  • Familiarità per tumori ginecologici
  • Chemioterapie sperimentali
  • Second opinion
  • Ginecologia generale
  • Ecografia pelvica transvaginale
  • Pap test e screening preventivi

Esperta in tumori femminili e medicina personalizzata, la Dott.ssa Salutari ci guida con empatia e rigore nel cuore della ginecologia oncologica.

La salute femminile è un tema che tocca ogni comunità, e GaetaNews24.it lo racconta con voce chiara e vicina. In questa intervista esclusiva abbiamo incontrato la Dott.ssa Vanda Salutari, ginecologa oncologa presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma, per parlare di prevenzione, ascolto e percorsi di cura nel Day Hospital Tumori Femminili. Con una lunga esperienza nella diagnosi precoce, nella familiarità oncologica e nella cura personalizzata, la Dott.ssa Salutari è punto di riferimento per centinaia di donne. Il suo approccio unisce competenza clinica e ascolto profondo, trasformando ogni visita in un momento di consapevolezza e fiducia.

🎙️ Voci che curano: un dialogo tra scienza, ascolto e speranza

Un percorso attraverso i temi più delicati e vitali della ginecologia oncologica, guidato dalla voce autorevole e umana della Dott.ssa Salutari.

🩺 Il significato della prevenzione

Cosa significa per lei “prevenzione” oggi?

Oggi il significato della prevenzione è non aspettare di stare male per prendersi cura di sé in modo consapevole e continuo. Pap test, HPV test, mammografia, controlli ginecologici e altri screening, come ad esempio quello per il tumore del colon-retto, non sono solo appuntamenti in agenda.

Sono strumenti fondamentali che permettono di intervenire prima, quando tutto è più semplice, meno invasivo, più curabile.

Quali sono i segnali che le donne tendono a sottovalutare?

Bisogna ascoltare il proprio corpo, riconoscere i cambiamenti senza ignorarli ma senza nemmeno spaventarsi subito. Sintomi quali dolori addominali persistenti, comparsa di stitichezza persistente, perdita di peso, riduzione dell’appetito, perdite ematiche dopo la menopausa o aumento persistente del flusso mestruale spesso vengono sottovalutati dalle donne, in quanto sintomi aspecifici, ma che, se diventano persistenti, vanno indagati approfonditamente.

Come cambia l’approccio medico quando si lavora in un Day Hospital oncologico?

Il Day Hospital oncologico non è solo un luogo dove si somministrano terapie, in quanto la paziente torna ogni 2–3 settimane o settimanalmente, a volte per mesi o anni. Il rapporto non è “visita–dimissione”, ma accompagnamento nel tempo.

Il medico non cura solo la malattia: segue gli effetti collaterali, l’umore, le paure, le dinamiche familiari e, soprattutto, tutto questo non lo fa da solo ma in équipe.

L’approccio diventa multidisciplinare: oncologo, infermiere, psico‑oncologo e altri colleghi che coinvolgiamo per la gestione di eventuali effetti collaterali. Le decisioni sono condivise, e questo cambia la qualità della cura.

🔬 Diagnosi precoce e percorsi di cura

Quali sono gli strumenti più efficaci per la diagnosi precoce dei tumori ginecologici?

In Italia, i programmi organizzati di screening per il tumore della cervice uterina raccomandano il Pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 29 anni e l’HPV test ogni 5 anni per le donne tra i 30 e i 64 anni. Questi esami garantiscono un’efficace prevenzione grazie all’elevata sensibilità dell’HPV test nell’identificare precocemente le lesioni precancerose. Inoltre, eseguire una visita ginecologica con ecografia transvaginale annuale potrebbe consentire di diagnosticare precocemente tumori dell’utero, della vulva e alcuni tumori ovarici. Purtroppo, per la maggior parte dei tumori ovarici, al momento non disponiamo di uno screening efficace.

Ci sono novità nella ricerca o nella pratica clinica che le stanno particolarmente a cuore?

La ricerca continua a identificare nuovi biomarcatori e tecnologie molecolari che potrebbero migliorare la rilevazione precoce non solo della cervice, ma anche di endometrio e ovaio: analisi di DNA tumorale circolante, microRNA nel sangue o nei campioni cervicali, che potrebbero fornire segnali precoci di tumore. Alcuni test genetici in fase di sviluppo puntano a utilizzare i prelievi cervicali (ad esempio il Pap brush) non solo per la citologia, ma anche per l’analisi del DNA tumorale associato a endometrio o ovaio. Questi strumenti sono ancora in fase di validazione clinica, ma rappresentano una delle direzioni più promettenti della ricerca.

Inoltre, anche l’intelligenza artificiale sta diventando sempre più importante, ad esempio in radiologia (ecografie, TAC, risonanza magnetica) per migliorare la sensibilità e la specificità delle immagini, o in patologia digitale per automatizzare e affinare la lettura degli istologici delle biopsie. L’uso dell’AI multimodale (immagini + dati clinici e genomici) potrebbe trasformare la diagnosi precoce e, in futuro, integrare algoritmi predittivi più sofisticati nella pratica clinica.

Come si costruisce un percorso di cura personalizzato per ogni paziente?

“Personalizzato” non significa solo scegliere una terapia diversa: significa costruire un percorso su misura, che tenga insieme scienza e persona. Oggi si parte dalla biologia del tumore — istologia, stadio di malattia, profilo molecolare, caratteristiche genomiche — per guidare la scelta tra chemioterapia, immunoterapia, target therapy o combinazioni. Insieme a tutti questi elementi si considera la persona: età, comorbidità, performance status, fertilità, desideri, fragilità psicologica, supporto familiare, qualità di vita. Una terapia perfetta sulla carta può non esserlo nella vita reale di quella paziente. Inoltre, un percorso personalizzato non è fisso: è un processo dinamico, che si adatta nel tempo alle caratteristiche della malattia e della paziente.

💬 L’ascolto come terapia

Quanto conta l’aspetto relazionale nel suo lavoro quotidiano?

Conta moltissimo. Nel lavoro quotidiano di un ginecologo oncologo l’aspetto relazionale non è un “accessorio”: è parte integrante della terapia. Le decisioni oncologiche sono complesse, spesso cariche di incertezza. La fiducia costruita nel tempo permette di proporre terapie impegnative, gestire effetti collaterali, affrontare cambi di strategia senza perdere l’alleanza terapeutica. Senza relazione medico‑paziente, ma anche paziente‑infermieri e medici‑infermieri, anche la migliore terapia rischia di fallire.

Ha vissuto storie che l’hanno segnata professionalmente o umanamente?

Ho iniziato a lavorare con il prof. Giovanni Scambia quando avevo appena 23 anni e, dopo 25 anni in ginecologia oncologica, tante storie hanno incrociato la mia vita non solo di professionista ma anche di donna. Ogni paziente ti lascia un segno nella vita professionale e umana, ti arricchisce, ti migliora… potrei scrivere un libro. Alcune pazienti sono state per me dei veri e propri esempi, a tal punto che ho detto loro: “Se un domani dovessi ammalarmi di tumore, vorrei tanto affrontare la malattia proprio come te”.

💗 Messaggi alle donne

Cosa direbbe a una giovane donna che ha paura di sottoporsi a controlli?

Le direi che la paura è normale, ma non deve diventare un ostacolo. I controlli non servono a “trovare qualcosa di brutto”, ma a prendersi cura di sé. E se anche dovesse emergere qualcosa, intercettarlo presto significa affrontarlo in modo molto più semplice ed efficace.

La prevenzione è un gesto di responsabilità verso se stesse: non bisogna aspettare di stare male per controllarsi.

E a chi sta affrontando una diagnosi oncologica?

Una diagnosi oncologica spaventa, ma oggi non si è soli e non si è senza strumenti. Le terapie sono sempre più efficaci, esistono percorsi di cura sempre più personalizzati, équipe che accompagnano passo dopo passo e trattamenti che permettono non solo di curare la malattia, ma anche di preservare la qualità di vita. Infine, la medicina fa molto, ma la relazione tra chi affronta una diagnosi di tumore e il medico o l’équipe ginecologica oncologica, il camminare insieme, fa davvero la differenza.

🌸 Oltre la cura: il valore di sentirsi accolte

La voce della Dott.ssa Salutari ci ricorda che dietro ogni cartella clinica c’è una storia, e che la medicina più efficace è quella che sa ascoltare. La prevenzione non è solo un atto medico, ma un gesto d’amore verso se stesse. E in questo gesto, ogni donna può trovare forza, consapevolezza e futuro.

💬 5 messaggi chiave dal Day Hospital Tumori Femminili

📌 La prevenzione è un diritto, non un dovere.
Ogni donna merita accesso a controlli regolari e informazioni chiare, senza paura né giudizio.

📌 La diagnosi non è la fine, ma l’inizio di un percorso condiviso.
Nel Day Hospital, ogni paziente è accompagnata passo dopo passo, con competenza e umanità.

📌 La cura è anche relazione.
L’ascolto, la fiducia e il rispetto sono parte integrante della terapia.

📌 La bellezza può essere terapeutica.
Sentirsi bene con il proprio corpo, anche durante le cure, aiuta a ritrovare forza e dignità.

📌 Nessuna è sola.
Dietro ogni visita, c’è un’équipe pronta ad accogliere, sostenere e costruire speranza.

🙏 Grazie

Si ringrazia la Dott.ssa Vanda Salutari per l’intervista concessa a GaetaNews24.it e per aver condiviso con generosità la sua visione della cura: fatta di competenza, ascolto e presenza.

“Ogni donna merita tempo, verità e rispetto. La medicina che accoglie è già parte della guarigione.”

👩‍⚕️ Prevenzione è vita dialogo con la Dott.ssa Vanda Salutari

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a cura di: Maria Vaudo