NOTE DI LUCE 2026: La musica che illumina la ricerca e accende la speranza In Evidenza
Roma, 9 marzo 2026 – Una Sala Santa Cecilia gremita, un pubblico partecipe e un’atmosfera capace di unire emozione, arte e impegno civile. È stata una serata di grande intensità quella di “Note di Luce – Quando la musica illumina”, il concerto solidale promosso dalla Fondazione Giovanni Scambia ETS a sostegno della ricerca, della formazione e dell’assistenza nell’ambito dei tumori ginecologici e del pancreas, patologie ad alta mortalità che rappresentano una delle sfide più complesse della medicina contemporanea.
A condurre l’evento, con eleganza e naturale sintonia, Carlo Conti e Annalisa Manduca, che hanno accompagnato il pubblico in un percorso fatto di musica, testimonianze e momenti di intensa partecipazione emotiva.
Un parterre artistico d’eccezione
Sul palco, protagonisti assoluti sono stati la Banda musicale della Polizia di Stato, diretta dal Maestro Maurizio Billi, e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, guidato dal Maestro Andrea Secchi. Le due eccellenze musicali hanno dato vita a un programma ricco e raffinato, capace di attraversare generi, epoche e linguaggi.
Accanto a loro, un cast di artisti che ha scelto di sostenere con generosità la causa: Arisa, Valeria Altobelli, Serena Autieri, Gigi D’Alessio, Federico Paciotti, Alessandro Quarta, Angelica Stuppia, Paola Turci e Michele Zarrillo, con la partecipazione speciale di Fiorello. Ognuno ha portato sul palco un frammento della propria identità artistica, trasformando la serata in un mosaico di emozioni condivise.
Il programma musicale: un viaggio tra classico, pop e grandi colonne sonore
L’apertura è stata affidata alla potenza orchestrale di Olympic Fanfare and Theme di John Williams, seguita dall’intensa interpretazione di Adiós Nonino di Astor Piazzolla, con Alessandro Quarta al violino solista.
La serata ha poi intrecciato grandi pagine della musica italiana e internazionale:
- Serena Autieri – Una ragione di più
- Arisa – Hallelujah
- Gigi D’Alessio – Non mollare mai e Tu si’ na cosa grande
- Michele Zarrillo – Cinque giorni e L’elefante e la farfalla
- Valeria Altobelli – Beautiful That Way
- Angelica Stuppia – Golpe
- Paola Turci – Volo così
Non sono mancati i grandi classici della tradizione lirica e sinfonica:
- Nessun Dorma – Turandot, Puccini
- O Fortuna – Carmina Burana, Orff
- Va’ Pensiero – Nabucco, Verdi
A chiudere la serata, l’Inno di Mameli, accolto da un lungo applauso e da un sentito arrivederci alla prossima edizione.
Musica, ricerca e speranza
“Note di Luce” ha confermato la sua natura più profonda: unire spettacolo e solidarietà, trasformando la musica in un linguaggio universale capace di accendere consapevolezza e sostenere la ricerca scientifica. La risposta del pubblico, calorosa e partecipe, ha reso evidente quanto arte e cultura possano diventare strumenti potenti per promuovere cause di grande valore sociale.
Una serata intensa, luminosa, che ha lasciato nel cuore dei presenti il ricordo di un evento non solo bello, ma necessario.
Le voci della serata: il ricordo e la visione concreta
Uno dei momenti più toccanti è stato l’intervento di Emma e Luisa Scambia, moglie e figlia del professore, che hanno condiviso la direzione futura della Fondazione.
Emma Scambia ha aperto il suo cuore alla platea:
“Io sono davvero commossa di vedervi qui tutti insieme riuniti con un affetto e una partecipazione che sinceramente mi confondono.”
Ha ricordato quanto fosse difficile, a un anno dalla scomparsa del professor Scambia, immaginare di tornare su un palco così importante. Eppure, la risposta immediata della Banda della Polizia di Stato, del Maestro Billi e delle istituzioni ha confermato la solidità di una comunità che continua a stringersi attorno alla famiglia e alla Fondazione.
Emma ha voluto ringraziare le figure istituzionali presenti, sottolineando il valore del loro sostegno: “Il sostegno per le fondazioni è fondamentale. Senza sostegno non facciamo nulla, e lo sappiamo tutti.”
Ha poi rivolto parole affettuose a chi è sempre stato vicino alla famiglia: Annalisa Manduca, il professor Alberto Mattei, gli amici, gli artisti che hanno scelto di esserci “per affetto e per impegno”.
Luisa Scambia: la continuità che diventa azione
Luisa Scambia ha portato sul palco la voce della continuità, definendo suo padre un “visionario concreto”, quella voce capace di trasformare il dolore in azione. Con un’emozione composta ha ricordato il legame profondo tra suo padre e la musica: “Per papà questo concerto sarebbe stato molto importante. Amava la musica e la considerava una forma di cura, una terapia per lo spirito.”
Ha poi illustrato i primi tre progetti che la Fondazione Giovanni Scambia ETS ha già avviato:
Ricerca sul tumore al pancreas Un progetto innovativo del professor Pacelli, svolto al Policlinico Gemelli, che combina la chemioterapia tradizionale con una somministrazione in aerosol pressurizzato. L’obiettivo è aumentare l’efficacia della terapia riducendo al minimo gli effetti collaterali, aprendo nuove prospettive per una delle patologie più complesse da trattare.
Formazione in intelligenza artificiale applicata alla salute femminile Borse di studio dedicate ai giovani clinici e ricercatori del Gemelli, per formare una nuova generazione di medici capaci di utilizzare l’IA in modo concreto, responsabile e orientato al miglioramento della cura. Un investimento sul futuro che rispecchia la visione del Professor Scambia.
Somministrazione notturna delle chemioterapie Un progetto visionario, nato da un’idea condivisa tra la professoressa Fagotti e il professor Scambia, che prevede infusioni in orari non convenzionali per migliorare la qualità di vita delle pazienti e studiare l’efficacia dei farmaci in relazione ai ritmi circadiani. Un approccio che unisce scienza, ascolto e attenzione alla persona.
Luisa ha concluso con parole che hanno sintetizzato perfettamente lo spirito della serata: “Papà è stato definito un visionario concreto. Noi vogliamo continuare così: faremo, miglioreremo, ma intanto stiamo già facendo.”
🎼 La potenza dell’orchestra: Olympic Fanfare and Theme
Dopo le parole intense di Emma e Luisa Scambia, la serata è proseguita con uno dei momenti musicali più solenni e suggestivi. Annalisa Manduca è tornata sul palco per introdurre il Maestro Maurizio Billi, alla guida della Banda musicale della Polizia di Stato, insieme al Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Con eleganza e partecipazione, Annalisa ha accompagnato il pubblico verso un brano simbolico: Olympic Fanfare and Theme di John Williams, celebre composizione scritta per le Olimpiadi di Los Angeles del 1984.
L’esecuzione ha riempito la Sala Santa Cecilia con la sua energia orchestrale, creando un’atmosfera di grande respiro e solennità. La potenza delle percussioni, l’ampiezza degli ottoni e la maestosità del coro hanno trasformato il palco in un luogo di celebrazione collettiva, unendo idealmente sport, musica e impegno civile.
Un momento che ha segnato un passaggio emotivo importante nella serata: dalla memoria e dalla testimonianza, alla forza della musica come linguaggio universale di speranza.
🎤 L’ingresso di Carlo Conti e il primo ospite: Gigi D’Alessio
Dopo l’introduzione intensa e accogliente di Annalisa Manduca, la serata ha preso ufficialmente il via con l’arrivo sul palco di Carlo Conti, che ha subito coinvolto il pubblico con la sua consueta energia: “Siete pronti? Sì! Allora iniziamo con Gigi D’Alessio.”
L’ingresso di Gigi D’Alessio è stato accolto da un applauso caloroso. L’artista, visibilmente emozionato, ha voluto dedicare un pensiero personale al professor Giovanni Scambia: “È un onore essere qui per la seconda volta. Ho avuto il privilegio di conoscere sia l’uomo che il professionista: una persona meravigliosa, eccezionale. Ha lasciato una grande eredità ai suoi collaboratori e a tutti noi. Grazie Giovanni.”
🎶 La musica come eredità: “Non mollare mai”
Il primo brano scelto da D’Alessio non poteva essere più significativo: Non mollare mai, un titolo che rispecchia perfettamente lo spirito del professor Scambia e il messaggio che ha lasciato a chi continua il suo lavoro.
L’esecuzione, intensa e sentita, ha creato un momento di forte partecipazione emotiva. Il pubblico ha ascoltato in silenzio, lasciandosi attraversare dalle parole e dalla voce dell’artista.
💛 “Tu si’ na cosa grande”: un omaggio personale
Il secondo brano, Tu si’ na cosa grande, è stato introdotto da Gigi con una frase che ha commosso la sala: “Questa era una canzone che Giovanni amava. Per me non è cambiato niente: è come se fosse qui in mezzo a noi.”
La sua interpretazione, accompagnata dal pianoforte, ha aggiunto un ulteriore strato di emozione alla serata. Carlo Conti, al termine, ha sottolineato la profondità del momento: “L’ho sentita cantare tante volte, ma stasera ci hai messo ancora di più. Era giusto così.”
Con un ultimo ringraziamento, D’Alessio ha lasciato il palco tra applausi sinceri e prolungati. Un ringraziamento autentico, che ha aggiunto profondità e verità al suo intervento, creando un legame diretto con la missione della serata: sostenere la ricerca, le cure e l’umanizzazione dell’assistenza.
🎻 Alessandro Quarta: la musica come rinascita
Subito dopo l’omaggio emozionante di Gigi D’Alessio, Carlo Conti ha chiamato sul palco Alessandro Quarta, accolto da un applauso caloroso.
“Ciao Alessandro, bentrovato. Come stai? Sei pronto?”
Il violinista ha scelto di condividere un frammento molto personale della sua storia: “Io sono stato anche dall’altra parte. Sono stato un paziente oncologico. È andato tutto bene, ma sono stato 20 giorni ricoverato… e devo ringraziare personalmente due persone che sono qui.”
Ha poi rivolto un ringraziamento sincero ai medici che lo hanno seguito:
- Dott. Nazario Foschi
- Prof. Luigi Sofo
Un momento di grande autenticità, che ha creato un legame diretto con la missione della serata.
🎼 Adiós Nonino: un omaggio alla memoria
Carlo Conti ha introdotto il brano: “Il brano si intitola Adiós Nonino. Piazzolla lo scrisse mentre stava perdendo suo padre. È una dedica.”
L’esecuzione di Quarta è stata uno dei momenti più intensi della serata: un violino che sembrava respirare, raccontare, ricordare. La sala ha ascoltato in silenzio assoluto.
🎶 Valeria Altobelli: la delicatezza di “Beautiful That Way”
Dopo l’intensa parentesi emotiva regalata da Gigi D’Alessio, la serata ha proseguito con un momento di grande eleganza. Carlo Conti ha introdotto sul palco Valeria Altobelli, accolta da un applauso caloroso.
L’artista ha interpretato Beautiful That Way di Nicola Piovani, brano iconico tratto dalla colonna sonora de La vita è bella. La sua voce limpida e controllata, accompagnata da un arrangiamento essenziale, ha creato un’atmosfera sospesa, quasi cinematografica.
Un momento di pura poesia, perfettamente in linea con lo spirito della serata: la musica come luce, conforto e memoria.
🎤 Angelica Stuppia: la forza interpretativa di “Golpe”
Subito dopo, Carlo Conti ha richiamato l’attenzione del pubblico per presentare Angelica Stuppia, che ha portato sul palco uno dei brani più intensi del repertorio contemporaneo italiano: Golpe di Giorgia.
La giovane artista ha offerto un’interpretazione potente e controllata, capace di restituire tutta la complessità emotiva del brano. La sua voce, carica di energia e sensibilità, ha conquistato la sala, che ha risposto con un applauso lungo e sentito.
Un momento vibrante, perfettamente in linea con lo spirito della serata: musica che diventa testimonianza, partecipazione, luce.
🎸 Paola Turci: un momento intimo con “Volo così”
Dopo Stuppia, la scena si è fatta più raccolta con Paola Turci, che ha regalato un momento intimo voce e chitarra interpretando Volo così. Una parentesi di delicatezza e verità emotiva, accolta da un silenzio partecipe.
⭐ L’intervento di Fiorello: un abbraccio di luce e ironia
Dopo un momento di intensa partecipazione, Carlo Conti ha introdotto Fiorello, accolto da un applauso affettuoso. Con la sua consueta sensibilità, ha portato al centro della scena un ricordo vivo, personale e profondamente umano del professor Giovanni Scambia.
Ha parlato della sua grandezza non solo come medico, ma come uomo capace di ascoltare, di guardare negli occhi, di far sentire ogni persona parte di qualcosa di importante. Ha ricordato le sue notti di studio, la sua ricerca instancabile, la sua capacità di trasformare la medicina in una missione fatta di responsabilità, visione e coraggio.
Fiorello ha raccontato come il professor Scambia abbia creato, nel tempo, una vera famiglia artistica e professionale, unita dal desiderio di portare avanti la sua visione con la stessa passione e la stessa umanità. Ha parlato di pazienti che in lui hanno trovato una presenza sicura, di studenti che hanno imparato che la medicina non è solo tecnica ma un impegno morale, e di colleghi che continuano a percorrere la strada che lui ha tracciato.
Le sue parole hanno attraversato la sala come un abbraccio collettivo: “Ci sono persone che lasciano un ricordo. E poi ci sono persone che lasciano una strada. Il professor Scambia è stato una di queste.”
Ha poi rivolto un ringraziamento commosso a Emma e Luisa, moglie e figlia del professore, riconoscendo la forza con cui continuano a portare avanti la sua missione, trasformando il dolore in luce, in impegno, in futuro.
Con la sua energia inconfondibile, Fiorello ha aggiunto un momento di rara intensità emotiva, ricordando il Professor Scambia con parole semplici e vere, come solo lui sa fare: “Giovanni era uno che ti guardava e capivi tutto. Non servivano discorsi lunghi: aveva quella luce negli occhi che ti faceva sentire al sicuro. E quando una persona ti fa sentire al sicuro, quella persona non se ne va mai davvero.”
Ha condiviso anche un aneddoto personale, strappando un sorriso alla sala: “Una volta gli dissi: ‘Professò, ma lei dorme ogni tanto?’ E lui, con quella calma che aveva, mi rispose: ‘Dormo quando posso, ma intanto penso’. Ecco, Giovanni pensava sempre agli altri. Sempre.”
Infine, ha chiuso con un pensiero che ha attraversato la platea come un’onda: “Questa serata non è un ricordo. È un passaggio di testimone. È la prova che il bene, quando è fatto bene, continua.”
🎼 La grande sinfonia della serata: dalla Banda della Polizia di Stato all’opera
Dopo l’intenso intervento di Fiorello, la Sala Santa Cecilia ha accolto nuovamente la Banda musicale della Polizia di Stato e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, protagonisti di un nuovo momento sinfonico di grande respiro.
La loro esecuzione ha preparato il pubblico a una sequenza di brani iconici, capaci di unire tradizione, emozione e potenza musicale.
🎶 Federico Paciotti – Nessun Dorma (Turandot, Puccini)
Carlo Conti ha introdotto Federico Paciotti, che si è esibito insieme alla Banda Musicale della Polizia di Stato diretta dal M° Maurizio Billi e con Angelo Mattina alla chitarra, interpretando uno dei brani più celebri e amati dell’opera italiana: Nessun Dorma dalla Turandot di Giacomo Puccini.
La sua voce ha riempito la sala con un’intensità vibrante, regalando al pubblico un momento di grande lirismo. Il celebre “Vincerò!” ha risuonato come un inno alla forza, alla speranza, alla determinazione.
🔥 O Fortuna – Carmina Burana di Carl Orff
Subito dopo, la Banda musicale della Polizia di Stato ha eseguito O Fortuna dai Carmina Burana di Carl Orff, uno dei brani corali più potenti e riconoscibili del repertorio sinfonico mondiale.
Un’esplosione di energia, ritmo e drammaticità che ha avvolto il pubblico in un crescendo travolgente.
🌟 Va’ Pensiero – Nabucco di Giuseppe Verdi
A chiudere questo blocco musicale, il Coro e la Banda hanno interpretato il celebre Va’ Pensiero dal Nabucco di Giuseppe Verdi.
Un brano che non è solo musica, ma memoria collettiva, identità, emozione condivisa. La sala ha ascoltato in un silenzio rispettoso, quasi sospeso, lasciandosi attraversare dalla bellezza di una pagina che appartiene alla storia culturale del Paese.
🎭 Serena Autieri: un omaggio raffinato a Ornella Vanoni
Dopo il poderoso blocco sinfonico, la serata ha cambiato atmosfera accogliendo un momento di grande eleganza interpretativa.
Sul palco è arrivata Serena Autieri, accolta da un applauso caloroso. Con la sua presenza luminosa e la sua voce limpida, Serena ha scelto di rendere omaggio a una delle icone più amate della musica italiana: Ornella Vanoni.
La sua interpretazione di Una ragione di più ha avvolto la Sala Santa Cecilia in un’atmosfera intima e sofisticata. Un momento di grande classe, che ha aggiunto una nuova tonalità emotiva alla serata.
🎵 Michele Zarrillo: poesia e melodia tra ricordi ed emozioni
Dopo l’omaggio raffinato di Serena Autieri, la serata ha accolto Michele Zarrillo.
Carlo Conti lo ha introdotto con affetto e stima, e il pubblico gli ha riservato un applauso caloroso. Zarrillo ha portato sul palco due dei brani più amati del suo repertorio:
- L’elefante e la farfalla
- Cinque giorni
La sua interpretazione, limpida e appassionata, ha creato un momento di grande partecipazione emotiva.
🎺 Intermezzo sinfonico della Banda della Polizia di Stato
Dopo l’intervento di Zarrillo, la serata ha ritrovato la sua dimensione orchestrale con un nuovo intermezzo affidato alla Banda musicale della Polizia di Stato. Un momento di respiro sinfonico che ha preparato il pubblico all’arrivo di una delle voci più amate della musica italiana contemporanea.
🌟 Arisa: emozione pura con “Hallelujah”
Sul palco è arrivata Arisa, accolta da un applauso caloroso. Insieme alla Banda della Polizia di Stato, ha interpretato una versione intensa e toccante di Hallelujah di Leonard Cohen.
La sua voce, limpida e vibrante, ha riempito la Sala Santa Cecilia con una delicatezza che ha commosso il pubblico.
💖 “Magica Favola”: una dedica speciale a Luisa
Dopo l’esecuzione, Arisa ha voluto regalare un momento ancora più intimo e personale. Ha cantato Magica Favola, dedicandola alla bambina del professor Giovanni Scambia:
“Perché rimarrà sempre la sua bambina. Un abbraccio grande. Grazie.”
Il pubblico ha risposto con un applauso lungo, affettuoso, sincero.
🎤 Le parole finali di Emma: un grazie che arriva al cuore
Prima del momento conclusivo, Emma è tornata sul palco per condividere un pensiero che ha toccato profondamente la sala.
«Finisco questa serata che mi sono emozionata tantissimo, forse più che all’inizio…»
Con voce commossa ha voluto rivolgere alcuni ringraziamenti speciali: ha ringraziato l’Auditorium Parco della Musica per l’accoglienza sempre generosa, la cara amica Berta Zezza per la vicinanza costante, e soprattutto il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, casa professionale e umana del professore, per il sostegno, il lavoro quotidiano e l’impegno nel portare avanti la sua eredità.
Ha poi rivolto un pensiero al Comitato scientifico della Fondazione, ricordando quanto lavoro li attenda e quanto sia importante credere nei progetti futuri, con la speranza che possano essere «importanti e carini».
Ha concluso con un saluto semplice e sincero:
«Grazie a tutti, grazie a tutti. Grazie ancora.»
Un momento di verità e gratitudine che ha preparato la sala all’ultimo, solenne passaggio della serata.
🇮🇹 La chiusura: un abbraccio collettivo sulle note dell’Inno di Mameli
La serata si è avviata alla conclusione con tutti gli ospiti riuniti sul palco, in un momento corale che ha unito musica, testimonianze e gratitudine. Accanto a loro, i conduttori Annalisa Manduca e Carlo Conti insieme a Emma e Luisa Scambia.
Le luci della Sala Santa Cecilia si sono fatte più calde, mentre la Banda musicale della Polizia di Stato ha intonato l’Inno di Mameli. Il pubblico si è alzato in piedi, creando un’atmosfera di partecipazione intensa e condivisa.
Un finale che non è stato solo un saluto, ma un simbolo: la forza della comunità, la bellezza della musica, l’impegno per la ricerca e per l’umanizzazione delle cure.
✍️ Il Commento di Maria
Essere presente a questa serata è stato un privilegio profondo. Ho vissuto ogni istante con gratitudine, lasciandomi attraversare dall’umanità che ha riempito la Sala Santa Cecilia.
Ringrazio con tutto il cuore Emma e Luisa Scambia per il loro invito e per la luce che sanno trasmettere. Porto con me la dignità dei racconti e la potenza delle voci.
Alcune emozioni non si spiegano: si vivono, si custodiscono, si proteggono. Questa serata è una di quelle.
📸 Galleria Fotografica – I momenti più intensi di Note di Luce
Un percorso visivo attraverso emozioni, musica e testimonianze della serata dedicata al professor Giovanni Scambia.
La galleria fotografica di Note di Luce raccoglie gli istanti più significativi della serata: gli sguardi, i gesti, le emozioni sul palco e tra il pubblico. Scatti che raccontano la potenza della musica, la partecipazione degli artisti, la presenza della comunità scientifica e l’abbraccio affettuoso rivolto a Emma e Luisa Scambia. Un mosaico di luce e gratitudine che restituisce l’anima dell’evento.
🎥 GUARDA I VIDEO DEI MOMENTI SALIENTI
Frammenti di musica e gratitudine per non dimenticare la magia di una notte necessaria.
- “Olympic Fanfare and Theme” – Banda Polizia di Stato & Coro Santa Cecilia | Note di Luce 2026
- Note di Luce 2026 – Emma e Luisa Scambia: memoria, visione e progetti della Fondazione
- NOTE DI LUCE 2026 – Il tributo di Gigi D’Alessio a Giovanni | “Non mollare mai” e “Una cosa grande”
- Fiorello ricorda il Professor Scambia: emozione, ironia e un’eredità che continua
- Angelica Stuppia emoziona con “Golpe” | Note di Luce 2026 – Sala Santa Cecilia
- Alessandro Quarta – Adiós Nonino | Note di Luce 2026, Roma
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- Serena Autieri – “Una ragione di più”: un omaggio elegante a Ornella Vanoni | Note di Luce 2026
- Arisa – “Hallelujah” (Leonard Cohen): un’interpretazione che commuove | Note di Luce 2026
- Arisa – “Magica Favola”: una dedica speciale a Luisa | Note di Luce 2026
- Finale – Inno di Mameli: un abbraccio collettivo sul palco | Note di Luce 2026
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Visualizzazioni: 417a cura di: Maria Vaudo












