Le emozioni che accendono il mondo: una serata di condivisione, arte e inclusione
Presentato a Gaeta il libro nato dal percorso creativo dei ragazzi della Fondazione don Cosimino Fronzuto, guidati da Pierluigi Palmieri ed Erenio Fasano. Un evento partecipato, intenso, dedicato alla forza delle emozioni e alla bellezza dell’unicità.
Viva le emozioni. Quelle che sanno colorare le nostre giornate, riempire di significato gli abbracci, rendere piacevole lo stare insieme, tutti insieme, senza distinzione alcuna: piccoli, grandi, alti, bassi, silenziosi e chiacchieroni… Viva le emozioni che si esternano a parole, sorrisi, disegni, applausi. Quelle che dobbiamo imparare a riconoscere, lasciar emergere, vivere.
Come hanno fatto i ragazzi della Fondazione don Cosimino Fronzuto che, guidati da Pierluigi Palmieri ed Erenio Fasano in un percorso umano, creativo, inclusivo di pittura e scrittura, hanno realizzato il sogno di dare alle stampe un libro “vero” per condividere con disegni e fiabe nate dalle loro emozioni.
Così “Le parole che accendono il mondo”, hanno raggiunto i loro parenti, gli amici, la Famiglia della Fondazione don Cosimino Fronzuto, la comunità parrocchiale di Santo Stefano, la città di Gaeta attraverso un evento partecipatissimo di presentazione tenutosi il primo febbraio scorso.
Una serata magica per sottolineare l’importanza di questo laboratorio di narrativa inclusiva che non finisce certo con l’uscita del primo – bellissimo – libro edito da deCmporre, ma che prosegue per realizzare altre iniziative e cementare l’amicizia, la reciprocità, l’importanza del lavoro in gruppo.
“La nostra unicità è il dono più prezioso che abbiamo” – è stato detto nel corso della serata – nella quale sono intervenuti il presidente Davide Piras, il direttore Angelo Nastrelli, gli editori Sandra Cervone e Max Condreas, papà Gino e mamma Franca, genitori di Chiara, volata in cielo e alla quale è stata dedicata l’antologia di fiabe.
Applausi per tutti, ringraziamenti reciproci, voglia di stringersi, di esaltare il valore umano e sociale dell’esserci, del donarsi attenzione e dichiararsi amore, amicizia, gratitudine. Anche il pubblico si è lasciato raggiungere da quest’ondata di positività, nel massimo rispetto delle fragilità, della vivacità esuberante o l’emotività palpabile dei ragazzi che hanno dato un grande insegnamento di generosità e dedizione all’altro.
Accettandosi per quello che si è, mescolandosi per aiutarsi proprio come succede ai colori di una tavolozza o alle parole – mai scontate e mai banali – che si scelgono per raccontare qualcosa di bello. Un’emozione, appunto, un ricordo indelebile. Un grazie dedicato con cura.
C’era una volta… si legge nelle favole di ogni tempo. C’è adesso hanno dimostrato i ragazzi di una Fondazione dedicata ad un sacerdote che ha dato molto agli ultimi, gli emarginati, i fragili… insegnandoci a sentirli doverosamente vicini.
Visualizzazioni: 90a cura di: M.V.




