La cura che illumina: un tributo al Professor Giovanni Scambia tra gratitudine e bellezza
Roma – In un’atmosfera intrisa di emozione e gratitudine, ALTO – Associazione Lotta al Tumore Ovarico ha preso parte all’evento “La bellezza che cura. Omaggio al Professor Giovanni Scambia”, una serata che ha saputo unire eleganza, affetto e impegno civile.
A sfilare con orgoglio per rappresentare l’associazione è stata Anna Frittolini, socia di ALTO, che con determinazione ha voluto rendere omaggio a una figura cardine della medicina italiana. Il Professor Scambia, riferimento imprescindibile nella ricerca e nella cura del tumore ovarico, è stato celebrato non solo per i suoi meriti scientifici, ma per l’umanità e l’empatia che da sempre contraddistinguono il suo operato.
La serata è stata arricchita dall’intervento toccante della giornalista e conduttrice Annalisa Manduca, che ha dedicato parole di grande profondità all’Associazione ALTO, e dal sentito riconoscimento alla Professoressa Anna Fagotti per il suo impegno costante accanto alle pazienti.
Fondamentale anche il contributo di Luisa Scambia, che ha donato all’evento una bellezza autentica fatta di attenzione e cura, e della sartoria Merinda Spose, che ha reso simbolicamente e concretamente memorabile la partecipazione di Anna, attraverso un abito che ha raccontato una storia di dignità e forza.
ALTO ha voluto inoltre ringraziare l’Associazione Loto per il cammino condiviso nel segno della solidarietà, la famiglia Scambia per la sensibilità dimostrata e tutto lo staff medico del Policlinico Gemelli, che ogni giorno lavora con competenza e umanità al fianco delle donne colpite dal tumore ovarico.
“La bellezza che cura esiste” – ha sottolineato l’Associazione – “ed è fatta di relazioni vere, di stima reciproca e di battaglie condivise”.
Un omaggio dal cuore: il ricordo di Anna Frittolini
A dare voce alle emozioni più profonde della serata, le parole sincere e toccanti di Anna Frittolini, che ha voluto ricordare così il legame con il Professore:
“Solo tu, mio amato Professore, potevi dar vita a questa serata magica. Attraversando la passerella ho avuto l’impressione che tu fossi lì a guardarci, le tue pazienti e le tue dottoresse, che fanno fatica a credere ancora che tu sia in un’altra dimensione.
Non ho usato la parola ‘morte’, non è il tuo caso. Muore chi viene dimenticato. Tu no… tu non sarai mai dimenticato. Vivrai sempre nel cuore delle tue #Millemila pazienti che hai salvato, che con quel tuo modo paterno e amorevole hai incoraggiato e dato speranza. Vivrai nel cuore di tutto il tuo staff medico e non, vivrai in ogni successo scientifico che si raggiungerà.
In me tu vivi ogni giorno, da quando con la tua magistrale professionalità, quattro anni fa, mi hai salvato. Grazie a te oggi ho potuto sfilare in tuo onore… e chi lo avrebbe detto? Tu lo hai detto! Quando qualche giorno prima dell’intervento mi hai guardato e mi hai detto: “Forza!”
Grazie, mio immenso Professore. Sempre, per sempre, nel mio cuore sarai.
Ma più di tutto, grazie per averci lasciato un’eredità fatta di amore, umiltà, coraggio, delicatezza, gentilezza, dedizione, solidarietà… Un’eredità che rivive nella tua immensa Luisa Scambia“.
Una serata che ha lasciato un segno profondo, ricordando quanto la bellezza, quando unita all’impegno, possa davvero curare. In queste connessioni autentiche – tra medici, pazienti e sostenitori – germoglia un seme potente: quello di un futuro in cui la malattia non sia più un silenzio da affrontare da sole, ma un cammino condiviso, sostenuto dalla forza dell’empatia, dalla bellezza che cura e da un impegno che, insieme, può davvero fare la differenza.
Visualizzazioni: 695a cura di: Maria Vaudo

