Innovazione e umanità in Urologia: intervista al Dott. Nazario Foschi In Evidenza
«Tecnologie all’avanguardia, approccio empatico e visione clinica: il racconto di un’eccellenza italiana»
👨⚕️ Chi è il Dott. Foschi: biografia e percorso
Il Dott. Nazario Foschi Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 2002, ha conseguito la specializzazione in Urologia nel 2007 e un Dottorato di Ricerca in Urologia Oncologica nel 2010 sempre presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Dal 2013 è Dirigente Medico presso la Clinica Urologica del Policlinico Gemelli, dove opera quotidianamente in ambito clinico, chirurgico e della ricerca sperimentale.
È riconosciuto come esperto in chirurgia mininvasiva laparoscopica, robotica ed endourologica e per la chirurgia ricostruttiva dell’apparato urologico, ha maturato un’approfondita esperienza nel trattamento dei tumori renali vescicali e prostatici, nella calcolosi urinaria e nelle patologie benigne e malformative. È stato ed è tuttora il consulente Urologo per il dipartimento di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico Gemelli già diretto e guidato dal compianto ed indimenticabile Prof. Giovanni Scambia con cui ha personalmente collaborato nella gestione delle problematiche urologiche associate alle patologie ginecologiche oncologiche e benigne.
Autore di numerosi studi scientifici pubblicati su riviste italiane e internazionali, partecipa attivamente a società scientifiche di rilievo come la Società Italiana di Urologia (SIU), l’European Association of Urology (EAU) e l’Associazione Italiana di Endourologia (IEA).
Apprezzato per la sua chiarezza, precisione e attenzione al paziente, il Dott. Foschi rappresenta un punto di riferimento per chi cerca competenza e innovazione in urologia.
🤝 Incontro con l’eccellenza: dietro il camice, la passione
In questa intervista abbiamo l’onore di dialogare con il Dott. Nazario Foschi, specialista in Urologia presso il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Con una lunga esperienza in chirurgia mininvasiva ed endourologica, il Dott. Foschi si distingue per l’adozione di tecniche all’avanguardia e per la sua profonda dedizione ai pazienti. Oltre all’attività chirurgica, è anche docente universitario e autore di numerose pubblicazioni scientifiche, riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Scopriremo oggi il suo percorso, la sua visione della medicina e come sta trasformando la cura urologica attraverso innovazione e attenzione umana.
🩺 Una vocazione medica: origini e valori del Dott. Foschi
Come è nato il suo interesse per l’urologia e cosa l’ha spinto a specializzarsi proprio in questo ambito?
L’urologia è una disciplina chirurgica da sempre focalizzata sull’innovazione e caratterizzata da multiple sotto-specializzazioni per la cura delle patologie più disparate, benigne, oncologiche e disfunzionali che riguardano tutta la popolazione di entrambi i sessi, dal bambino all’anziano.
Patologie molto frequenti come le infezioni urinarie, i disturbi disfunzionali della minzione o la calcolosi riguardano una popolazione ampissima di pazienti con scenari diversissimi, dalla cistite della donna giovane, all’ipertrofia prostatica dell’anziano, dalla idronefrosi in gravidanza alla colica renale in urgenza nel giovane adulto.
A tutto ciò si aggiungono le principali patologie oncologiche di rene, vescica, prostata e testicolo ognuna necessitante di approccio clinico, chirurgico e terapeutico ultraspecialistico.
Tra attività clinica, chirurgica e didattica, come riesce a bilanciare i diversi aspetti della sua professione?
Avendo il privilegio di lavorare in una Istituzione di livello internazionale come il Policlinico Gemelli, ogni giornata rappresenta un’occasione unica di integrazione tra tutte le attività, dal consulto multidisciplinare per un singolo caso complesso alla didattica in sala operatoria con i medici specialisti in formazione che rappresentano la linfa vitale dell’ospedale con la loro iniziativa, disponibilità e abnegazione. È per me un onore e un privilegio contribuire alla crescita professionale di generazioni di giovani colleghi in un ambiente così ricco e stimolante.
Come definirebbe il suo approccio al paziente e quali valori ritiene fondamentali nel rapporto medico-paziente?
Credo che il fondamento di ogni trattamento, medico e chirurgico sia la comunicazione, senza una comunicazione efficace, chiara, empatica non si stabilisce una vera relazione di cura e ogni trattamento anche il più innovativo e promettente perde di valore. I valori che storicamente sono associati all’Università Cattolica del Sacro Cuore si identificano nel rispetto della Persona a 360 gradi come lo stesso messaggio Cristiano propone nell’ottica di carità e cura del bisognoso, tutto ciò può essere quotidianamente sperimentato nelle corsie e nelle sale operatorie nonostante le tante difficoltà attuali di una sanità sofferente e di una richiesta elevatissima di salute e bisogni.
🤖 Chirurgia del futuro: tecnologie mininvasive e robotiche
Lei è considerato un pioniere nell’utilizzo di tecniche mininvasive, robotiche e laser. Qual è il vantaggio di queste tecnologie rispetto alle metodiche tradizionali?
L’avvento della miniaturizzazione e di tecnologie laser sempre più performanti hanno rivoluzionato il trattamento di patologie molto frequenti come la calcolosi urinaria e l’ipertrofia prostatica benigna
Permettendo nella quasi totalità dei casi una gestione endoscopica con ridotto rischio di sanguinamenti ed infezioni con una ripresa postoperatoria molto rapida e ridotta degenza postoperatoria.
Per quanto riguarda la chirurgia robotica stiamo assistendo in questo periodo storico ad una vera e propria rivoluzione culturale che ha radicalmente cambiato l’approccio a praticamente tutte le patologie urologiche ed oncologiche. L’applicazione della chirurgia robotica è nata squisitamente per il trattamento di distretti anatomici complessi come quello pelvico o retroperitoneale e quindi ha trovato tra le sue migliori applicazioni proprio le patologie urologiche come il tumore della prostata e tumore del rene. Inoltre, la disponibilità di più piattaforme robotiche sta progressivamente ampliando le indicazioni anche a casi più complessi e procedure chirurgiche innovative. Inoltre, grazie alle tecnologie robotiche, il futuro è già oggi e sono già stati eseguiti con successo i primi interventi di tele-chirurgia che hanno permesso ad un chirurgo connesso su una consolle robotica in Europa o negli USA, di operare con successo un paziente in un altro continente.
Questo apre la strada a potenzialità incredibili fino a 10-20 anni fa, sono infatti possibili collaborazioni internazionali real-time con didattica e assistenza a distanza, pensiamo ad esempio a che contributo si determinerà per i paesi in via di sviluppo e anche per le realtà periferiche dello stesso territorio nazionale in cui la possibilità di una consulenza e un mentoring a distanza potrebbe agevolare la diffusione sul territorio di tecniche e competenze di un centro altamente specializzato.
Può spiegarci il funzionamento e le applicazioni dei sistemi come Rezum®, Laser Olmio e Laser Tullio?
I nuovi laser permettono il trattamento di calcolosi complesse con potenze e rendimenti inimmaginabili solo 10-20 anni fa, il salto tecnologico è stato notevole, il paragone è quello degli aerei a elica e quelli a reazione. Le stesse tecnologie premettono di trattare una delle patologie più diffuse e frequenti nel maschio tra i 50 e 80 anni ovvero l’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB), se fino a qualche anno fa la gestione endoscopica, senza tagli o buchi, aveva degli insormontabili limiti dimensionali, ad oggi, di fatto non esistono più limiti morfo-volumetrici per il trattamento mininvasivo dell’IPB e questo è particolarmente importante nella gestione di pazienti più fragili, affetti da multiple patologia e magari in trattamento anticoagulante cronico, non escludendoli da trattamenti definitivi con un impatto rilevante sulla qualità della vita.
Discorso analogo per le metodiche ultra mini-invasive (MISTs) per la gestione dell’IPB come la termoablazione con vapore acqueo (Rezum®) che minimizza tempo di sala operatoria, necessità di anestesia, e potenzialmente è eseguibile con un accesso ambulatoriale/Day Surgery ed è stato soprattutto sviluppato per la salvaguardia della funzionalità prostatica minimizzando gli effetti collaterali più sgraditi.
In quali casi consiglia trattamenti focali per il tumore prostatico e quanto stanno rivoluzionando il panorama oncologico?
La multidisciplinarità e la discussione multispecialistica è la chiave di volta della gestione personalizzata di ogni singolo paziente soprattutto in ambito oncologico.
Dobbiamo sempre ricordarci di curare una persona e non una malattia e quindi focalizzarci su bisogni ed esigenze del singolo individuo che possono variare notevolmente in particolar modo quando bisogna affrontare percorsi complessi e terapie integrate.
Per questa ragione cerchiamo di offrire trattamenti individualizzati, integrati, e che non possono prescindere da un adeguato counselling con il paziente e la messa in atto di una vera e propria alleanza terapeutica tra paziente e curanti in cui comunicazione e fiducia devono essere alla base del rapporto.
👨⚕️ La clinica nel quotidiano: esperienze e patologie trattate
Quali sono le patologie urologiche più diffuse oggi e quali ritiene siano ancora sottovalutate dai pazienti?
Le patologie urologiche sono rimaste invariate nella storia, ad oggi sicuramente riusciamo a fare delle diagnosi più precoci offrendo scelte più diversificate, e penso particolarmente al tumore della prostata, la neoplasia più frequente nel sesso maschile. La consapevolezza di sottoporsi a screening periodici è fortunatamente entrata nella coscienza collettiva, con esami come il PSA e la risonanza magnetica nucleare multiparametrica, riusciamo a fare diagnosi molto precoci che ci permettono di diversificare l’offerta terapeutica con ottime possibilità di guarigione e conservazione di una buona qualità della vita. Assistiamo ad oggi ad un aumento delle diagnosi anche di altre patologie come il tumore del rene e della vescica, per queste patologie abbiamo minori possibilità di screening e invitiamo sempre a non sottovalutare sintomi allarmanti come la presenza di sangue nelle urine. Fattori come il fumo di sigaretta e l’esposizione ad alcune sostanze ambientali abbiano contribuito a questo aumento di incidenza anche in popolazioni molto più giovani delle attese e con un aumento delle diagnosi anche nel sesso femminile.
Ci sono stati casi clinici che l’hanno colpita particolarmente, sia per la complessità sia per l’impatto umano?
Lavorando in un centro di alto volume ed alta complessità è quotidianamente possibile incontrare pazienti spesso provenienti da altre strutture con patologie associate e quadri clinici del tutto atipici ed estremi, gestire complicanze maggiori e provare a dare una possibilità anche in situazioni molto articolate. Un ambito che sicuramente ha caratterizzato il mio impegno negli ultimi anni è quello della chirurgia ricostruttiva, ovvero la possibilità di ripristinare anatomia e funzione dopo traumi, patologie o trattamenti oncologici invalidanti o demolitivi (come la chirurgia oncologica maggiore o la radioterapia estesa): la ricostruzione vescicale, ureterale, uretrale ed i quadri complessi di stenosi e fistole urinose mi hanno sempre affascinato e stimolato a trovare una soluzione quanto mai “sartoriale” e personalizzata per il singolo problema del singolo paziente.
Come ha vissuto l’evoluzione della chirurgia urologica negli ultimi 10 anni?
Ci riferiamo soprattutto all’avvento della chirurgia robotica, lo abbiamo accolto con enorme interesse, è come acquisire una lingua nuova per esprimere concetti maturati in decenni di chirurgia tradizionale e sfruttare le consapevolezze tecniche chirurgiche del passato che vengono rilette con i mezzi attuali.
📚 Tra ricerca e formazione: il ruolo dello studio in Urologia
Qual è il ruolo della ricerca scientifica nella sua pratica quotidiana?
È parte integrante del lavoro, è necessario ed indispensabile porsi domande, verificare se siamo allineati ai risultati globali, in cosa migliorare e cosa proporre.
Inoltre, è il modo migliore per fare didattica, per stimolare al rinnovamento delle conoscenze e alla continua spinta al miglioramento dei risultati e delle cure applicando metodo e riproducibilità.
Che rapporto ha con gli studenti e che messaggio desidera trasmettere alle nuove generazioni di medici?
Ho avuto e ho la fortuna di seguire molti studenti già dalla fase di elaborazione della tesi di laurea e nelle successive scelte formative. Credo sia fondamentale fare innescare passione e curiosità nelle prime fasi del proprio percorso, la laurea in medicina è solo uno step che apre le porte a livelli successivi di comprensione e di studio. Mi sento di suggerire di perseguire un obiettivo senza farsi deviare da considerazioni di appetibilità lavorativa o ricadute professionali, in questo momento in particolare dove i concorsi per la specializzazione possono portare molti giovani colleghi a non prendere una scelta definita e a rimandare dopo la laurea una scelta in base a multipli fattori che esulano dalle proprie scelte personali.
🌍 Guardando avanti: innovazione, prevenzione e messaggi ai pazienti
Quali sono le prospettive future per l’urologia e su quali innovazioni si concentrerà la prossima fase evolutiva della disciplina?
La chirurgia robotica e l’endourologia si stanno evolvendo verso forme sempre meno invasive con accessi miniaturizzati come il Single Port o lo sviluppo di vie chirurgiche meno impattanti e l’utilizzo di device molto performanti per l’ IPB e per la calcolosi. Di pari passo la ricerca ci sta portando nuovi farmaci biologici ed immunologici che permettono nuovi regimi di terapia con risposte inimmaginabili qualche anno fa e mi riferisco soprattutto al tumore del rene e della vescica.
Se potesse lanciare un messaggio ai pazienti italiani in tema di prevenzione urologica, quale sarebbe?
Avere controlli regolari con l’urologo, sedersi, colloquiare e salvaguardare insieme la salute urinaria e riproduttiva.
📝 Competenza, empatia e visione per la medicina di domani
Ringraziamo il Dott. Nazario Foschi per aver condiviso su GaetaNews24.it non solo la sua profonda competenza medica, ma anche il lato più umano e autentico della sua professione. La sua dedizione, la costante ricerca di soluzioni innovative e la capacità di ascoltare con empatia rendono il Dott. Foschi un punto di riferimento nel panorama urologico italiano. Questa intervista ci ricorda quanto sia fondamentale un approccio personalizzato alla cura, guidato da conoscenza, passione e attenzione alla persona.
Un sentito ringraziamento per l’intervista concessa, il Dott. Nazario Foschi, esperto in Urologia Oncologica e Tecniche Chirurgiche Avanzate, presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche del Policlinico Universitario A. Gemelli, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma.
Innovazione e Umanità in Urologia Intervista al Dott. Nazario Foschi
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