Il Papa al Gemelli nell’abbraccio della gente: “Siamo con te, vinci questa battaglia!”

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Applausi, grida, manifestazioni di affetto per Leone XIV arrivato alle 13.07 al Policlinico per l’intervento di rimozione del nodulo al polmone. La folla è assiepata fuori e dentro l’ospedale dal mattino presto e augura al Pontefice una pronta guarigione. La rettrice della Cattolica, Beccalli: “Lo accompagniamo con la preghiera e con profonda gratitudine per il suo magistero che esorta a mettere al centro la dignità di ogni persona e a costruire dialogo e pace”

Il segnale è stato un “oooh!” partito dall’ingresso esterno del Gemelli, quello affacciato sulla sempre trafficata via della Pineta Sacchetti. Una esclamazione collettiva riverberatasi fino al piazzale dove il sole primaverile (anzi, quasi estivo) rende ancora più enorme l’ombra della famosa statua di Giovanni Paolo II. “Eccolo, eccolo, è arrivato!”. Papa Leone XIV è giunto alle 13.07 al Policlinico romano dove, oggi pomeriggio, subirà l’intervento di rimozione di un nodulo circoscritto al polmone dall’équipe medica di chirurgia toracica guidata dal professor Stefano Margaritora. E dove, secondo le attuali previsioni, rimarrà degente per circa una settimana. Un ingresso pubblico in ospedale da parte del Papa, come pubblico, d’altronde, è stato l’annuncio dato all’Angelus di domenica scorsa, tra lo stupore collettivo, e un forte senso di tenerezza suscitato da un uomo che non ha celato la sua fragilità fisica e si è affidato alle preghiere di tutti. Parlano di “tenerezza”, infatti, e anche di “commozione” ma non di “preoccupazione” le persone, le centinaia di persone, assiepate qui al Gemelli che attendevano il Pontefice dalle prime ore del mattino. Nessuno aveva dato previsioni di orari sull’arrivo, nessuna certezza sul percorso. Solo sussulti continui ad ogni sirena della polizia (“È lui?”) e gli occhi fissi al cielo: “Ah ma non doveva venire in elicottero?”, domanda una signora. Ed in effetti un elicottero è apparso sopra il piazzale quando il corteo di auto della sicurezza ha varcato i cancelli del Gemelli, distraendo dalla jeep scura con a bordo il Papa arrivata in pochi minuti dopo l’uscita dalla Porta del Perugino alle 12.57.

“Siamo qui per te”

Dal cielo o da terra, non importa. Ciò che importa è far sentire Leone accolto e sostenuto in questo suo ricovero. Le persone da dietro i cordoni bianchi e rossi della polizia oppure affacciati da finestre e balconcini ad agitare mani e smartphone sono qui a dire questo: “In bocca al lupo”, “coraggio”, “preghiamo per te”, “ciao Leone”, “Viva il Papa”. “Vincerai questa battaglia”, esclama Francesca Romana, in sedia a rotelle, avvolta in una coperta di lana. “Sono una studentessa alla Cattolica e non potevo esimermi dall’essere qua a salutare il Santo Padre”, dice Aurora, in videochiamata con la famiglia durante il passaggio del Papa.

Il saluto alla gente

Leone XIV ha guardato a tutta questa gente con il sorriso negli occhi. Si notava una punta di commozione, la stessa di quando si affacciò, l’8 maggio 2025, dalla Loggia delle Benedizioni per il primo saluto da Pontefice alla folla. Anche questo è un momento inedito, una prima volta. “E speriamo anche l’ultima, su”, esclama Michela, effervescente anziana arrampicata ad una delle panche del cortile del Gemelli. “Non vogliamo che stia male. Siamo davvero affezionati alla sua persona”.

Applausi e grida accompagnano tutto l’ingresso del Papa nel Policlinico. In piedi ad accoglierlo ci sono i vertici della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS: il presidente Daniele Franco, il direttore generale Daniele Piacentini, il direttore sanitario Andrea Cambieri. Poi uomini, donne, anziani, qualche bambino e tanti malati in carrozzina verso i quali Leone si è avvicinato per un breve saluto.

Vicini e in preghiera

La stessa calca che c’è fuori, si vedeva anche dentro con un cordone, quasi un corteo, che ha accompagnato il cammino del Papa fino all’ascensore del decimo piano. Quello che, con i tanti ricoveri di Giovanni Paolo II e gli altrettanto numerosi di Francesco, era diventato l’appartamento papale del famoso “Vaticano III”. Tutti hanno cercato di stringere la mano del Papa o di dirgli una parola. Ma c’è anche chi come un gruppo di suore dal velo grigio – che si schermisce davanti alle telecamere – ha preferito rimanere a pregare nella Cappella dedicata sempre a San Giovanni Paolo II, dove alle 18 di oggi il cardinale vicario Baldo Reina reciterà un Rosario insieme, idealmente, a tutta la Diocesi di Roma. “È il più grande aiuto che possiamo dare”.

Il saluto della rettrice della Cattolica

Un saluto al Papa è giunto anche dalla rettrice Elena Beccalli che, “a nome di tutta la famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore”, esprime in una nota “affettuosa vicinanza” a Papa Leone. “Nel momento del ricovero in ospedale, manifestando il forte legame che unisce l’Ateneo alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, lo accompagniamo con la preghiera e con profonda gratitudine per il suo magistero, che ci esorta a mettere al centro la dignità di ogni persona e a costruire dialogo e pace”.

Fonte: Il Papa al Gemelli nell’abbraccio della gente: “Siamo con te, vinci questa battaglia!” – Vatican News

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