Il Dott. Sabatino D’Archi: la nuova senologia italiana tra innovazione, empatia e medicina di precisione In Evidenza
Intervista al Dott. Sabatino D’Archi, esperto in Chirurgia Senologica presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma / BRESO Certified Surgeon / PhD Candidate
La chirurgia del seno cambia quando impariamo ad ascoltare davvero
C’è una rivoluzione silenziosa che sta cambiando la senologia italiana: una rivoluzione fatta di chirurgia mini-invasiva, medicina di precisione, prevenzione capillare e – soprattutto – empatia. In questo scenario, il Dott. Sabatino D’Archi, chirurgo senologo e oncoplastico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, rappresenta una delle voci più autorevoli della nuova generazione di specialisti.
Premiato con il prestigioso “Laudato Medico” Umberto Veronesi, riconoscimento assegnato direttamente dalle pazienti, il Dott. D’Archi porta avanti una visione che unisce rigore scientifico e profonda attenzione alla qualità di vita delle donne. Negli ultimi mesi è stato protagonista di importanti appuntamenti scientifici, tra cui il convegno SIUMB, dove ha presentato la relazione “La chirurgia senologica moderna: Less is More”, e il congresso ANISC Next Gen, dedicato alle nuove frontiere della senologia.
In questa intervista esclusiva per GaetaNews24, il Dott. D’Archi approfondisce il ruolo dell’empatia nella cura, le innovazioni tecnologiche, le sfide della prevenzione e il valore della ricerca clinica nel migliorare i percorsi terapeutici delle pazienti.
Parallelamente, continua la sua intensa attività clinica e chirurgica al Gemelli, dove si occupa di tumori maligni e benigni della mammella, chirurgia oncoplastica, biopsia del linfonodo sentinella e percorsi terapeutici integrati.
👨⚕️ Il profilo del Dott. Sabatino D’Archi
Il Dott. Sabatino D’Archi è Chirurgo Senologo e Oncoplastico, Dirigente Medico presso il Centro Integrato di Senologia del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Si occupa di: noduli della mammella, tumori maligni e benigni, chirurgia mini-invasiva, chirurgia oncoplastica, biopsia del linfonodo sentinella e percorsi terapeutici integrati.
È:
- BRESO Certified Surgeon
- PhD Candidate
- Vincitore del Premio “L. Di Capua”
- Vincitore del Premio “Laudato Medico” Umberto Veronesi
- Relatore e Moderatore a convegni nazionali e internazionali
- Volontario attivo nei progetti di prevenzione di Komen Italia
✍️ Intervista al Dott. Sabatino D’Archi
Il dialogo con il Dott. D’Archi si apre con un concetto chiave: la senologia non è solo chirurgia, ma un percorso complesso che intreccia scienza, emozioni, tecnologia e ascolto. La sua esperienza nei reparti del Gemelli, nei progetti di prevenzione di Komen Italia e nei congressi ANISC dedicati alla “Next Generation Senology” gli permette di osservare da vicino come stia cambiando il modo di curare il tumore al seno in Italia.
Dott. D’Archi, lei sostiene che per curare un tumore al seno non basta operare: bisogna proteggere le paure, i progetti e la vita emotiva della paziente. Come si costruisce questo tipo di relazione terapeutica?
Credo che la fiducia sia il primo trattamento che una paziente riceve. Una diagnosi di tumore al seno non colpisce solo un organo, ma investe la vita di una donna: la sua famiglia, il lavoro, l’immagine di sé e i progetti futuri. Il nostro compito è accompagnarla in ogni fase del percorso, spiegando con chiarezza le opzioni terapeutiche e coinvolgendola nelle decisioni. L’empatia non sostituisce la competenza scientifica: la completa.
Al recente convegno SIUMB lei ha parlato di chirurgia senologica moderna e dell’importanza di ridurre l’invasività senza ridurre l’efficacia. In che modo la chirurgia conservativa e la medicina di precisione stanno cambiando i risultati e la qualità di vita delle pazienti?
Oggi il nostro obiettivo è ottenere il massimo risultato oncologico con il minimo impatto possibile sulla paziente. La chirurgia conservativa, quando indicata, permette di preservare la mammella senza compromettere la sicurezza. La medicina di precisione ci consente inoltre di personalizzare ogni scelta in base alla biologia del tumore, evitando trattamenti inutili. È il principio del ‘Less is more’: fare meno, ma fare meglio.
Nel congresso ANISC Next Gen ha affrontato il tema della gestione dei margini positivi dopo chirurgia conservativa. Perché questo aspetto è così cruciale e quali sono oggi le strategie più avanzate per evitarli o trattarli?
I margini positivi rappresentano una delle principali cause di reintervento dopo chirurgia conservativa. Evitarli significa ridurre nuovi interventi, diminuire lo stress della paziente e preservare il risultato estetico. Oggi disponiamo di una migliore pianificazione preoperatoria, di tecniche di imaging sempre più accurate e di procedure chirurgiche innovative che consentono una resezione più precisa. Parallelamente, stiamo imparando a riconoscere le situazioni in cui un reintervento potrebbe non essere realmente necessario, sempre nel rispetto della sicurezza oncologica.
Dal suo osservatorio al Policlinico Gemelli, nota ancora timori o ritardi nell’accesso ai controlli di routine? E quali strumenti possono aiutare le donne a superare la paura della diagnosi?
Purtroppo sì. La paura porta ancora molte donne a rimandare gli esami, ma una diagnosi precoce significa quasi sempre trattamenti meno invasivi e maggiori probabilità di guarigione. Per questo è fondamentale una corretta informazione, un linguaggio semplice e iniziative di prevenzione che avvicinino la sanità alle persone.
Lei è impegnato da anni con Komen Italia nelle unità mobili della Carovana della Prevenzione. Quanto è importante portare visite ed ecografie direttamente nei territori?
È fondamentale. Esistono donne che, per motivi economici, geografici o organizzativi, non riescono ad accedere facilmente ai controlli. Portare la prevenzione nelle piazze significa abbattere queste barriere. Ogni visita eseguita rappresenta un’opportunità concreta di diagnosi precoce e, in molti casi, può cambiare una vita.
L’intelligenza artificiale sta entrando nella diagnostica mammaria. Quanto queste tecnologie stanno cambiando la capacità di individuare tumori più piccoli e personalizzare i percorsi terapeutici?
L’intelligenza artificiale rappresenta uno strumento di grande supporto, ma non sostituisce il medico. Può migliorare l’interpretazione delle immagini, evidenziare dettagli difficili da riconoscere e contribuire alla stratificazione del rischio. Il suo vero valore sarà integrare dati radiologici, patologici e clinici per rendere sempre più personalizzate le decisioni terapeutiche.
In senologia si parla sempre più spesso di de-escalation terapeutica. Quali criteri permettono di ridurre i trattamenti senza compromettere la sicurezza oncologica?
La de-escalation non significa curare meno, ma curare meglio. Grazie ai progressi della ricerca conosciamo sempre meglio la biologia dei tumori e possiamo identificare le pazienti che possono ottenere gli stessi risultati con trattamenti meno aggressivi. Ogni scelta deve essere supportata da solide evidenze scientifiche e condivisa all’interno del team multidisciplinare.
Il follow-up dopo un tumore al seno oggi è sempre più personalizzato. Quanto è importante costruire controlli su misura?
Ogni tumore al seno è diverso e ogni paziente è diversa. Il follow-up deve tenere conto del rischio di recidiva, delle caratteristiche biologiche della malattia, dei trattamenti ricevuti e delle esigenze individuali. L’obiettivo non è soltanto individuare precocemente eventuali problemi, ma accompagnare la donna nel recupero della qualità di vita.
Negli ultimi anni si osserva un aumento delle diagnosi nelle donne sotto i 40 anni. Cosa sta cambiando e quali sono le sfide nel seguire pazienti così giovani?
Le donne giovani affrontano problematiche particolari: fertilità, maternità, carriera lavorativa, immagine corporea e sessualità. Per questo richiedono un approccio ancora più multidisciplinare. Parallelamente cresce l’importanza della consulenza genetica e della personalizzazione terapeutica.
Lei è impegnato nella ricerca come PhD Candidate. Quanto la ricerca traslazionale sta accelerando l’arrivo di nuove terapie e nuove tecniche chirurgiche nella pratica clinica?
La ricerca traslazionale è il ponte tra laboratorio e sala operatoria. Ci permette di trasformare rapidamente le nuove conoscenze in strumenti utili per i pazienti. È proprio grazie alla ricerca che oggi possiamo sviluppare tecniche chirurgiche sempre più precise, migliorare la selezione dei trattamenti e offrire cure sempre più personalizzate.
La cura del tumore al seno coinvolge molte figure professionali. Quanto è determinante lavorare in un team multidisciplinare?
È indispensabile. Nessun professionista, da solo, può gestire la complessità del tumore della mammella. Il confronto quotidiano tra chirurghi, oncologi, radiologi, anatomopatologi, radioterapisti, genetisti, psico-oncologi e infermieri specializzati permette di offrire il percorso migliore per ogni singola paziente. La multidisciplinarietà rappresenta oggi uno dei principali fattori di qualità delle Breast Unit.
📝 Considerazioni finali
L’incontro con il Dott. Sabatino D’Archi restituisce l’immagine di una senologia che non si limita a curare, ma che accompagna. Una senologia che ascolta, che personalizza, che innova.
La lotta al tumore al seno si vince nelle sale operatorie del Gemelli, nei laboratori di ricerca, nei congressi scientifici, ma anche – e soprattutto – nei territori, nelle piazze, nei villaggi della prevenzione, nelle storie delle donne.
GaetaNews24 ringrazia il Dott. D’Archi per la disponibilità e per il suo impegno instancabile nella tutela della salute femminile.
Contatti del Dott. Sabatino D’Archi
E-mail: sabatino.darchi@policlinicogemelli.it
Linkedin: Sabatino D’Archi
Facebook: Sabatino D’Archi
Instagram: drsabatinodarchi
Dott. Sabatino D’Archi
Chirurgo Senologo – Chirurgo Oncoplastico
Dirigente Medico Centro Integrato di Senologia
Policlinico Universitario “Gemelli” IRCCS
Largo A. Gemelli, 8 – 00168 Roma (Italia)
Il Dott. Sabatino D’Archi: la nuova senologia italiana tra innovazione, empatia e medicina di precisione
Copyright – © Testi e immagini contenuti su www.gaetanews24.it sono soggetti a copyright. Tutti i diritti riservati
Visualizzazioni: 627a cura di: Maria Vaudo





