Il Dott. Matteo Pavone, il giovane specialista che unisce chirurgia, ricerca e innovazione: la nuova visione della ginecologia moderna In Evidenza
Intervista al Dott. Matteo Pavone, Ginecologo, Chirurgo Oncologo presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma e ricercatore presso l’Università di Strasburgo
Dal Policlinico Gemelli all’Università di Strasburgo: un percorso internazionale che porta l’intelligenza artificiale in sala operatoria
🌍 Un profilo in rapida ascesa nella ginecologia italiana
Il dottor Matteo Pavone, Medico Specialista in Ginecologia e Ostetricia, svolge la sua attività clinica presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma, uno dei centri più avanzati al mondo per la ginecologia e l’ostetricia. Parallelamente porta avanti un’intensa attività di ricerca presso l’Università di Strasburgo, dove è visiting researcher all’interno dell’IRCAD–IHU, polo internazionale dedicato alla chirurgia guidata dalle immagini e alle tecnologie emergenti.
La sua formazione, già ricca di esperienze internazionali — tra cui una Research Fellowship al Children’s Hospital di Philadelphia — si completa oggi con un PhD in ingegneria e robotica, un percorso che gli consente di integrare competenze cliniche e visione tecnologica.
🩺 Chirurgia ginecologica e oncologica: competenze ad ampio raggio
L’attività del dottor Pavone si concentra principalmente sulla chirurgia ginecologica e oncologica, con un approccio che combina:
- tecniche mini-invasive laparoscopiche
- chirurgia robotica di ultima generazione
- approccio tradizionale laparotomico, quando necessario
Gestisce le principali patologie oncologiche dell’apparato genitale femminile all’interno di percorsi multidisciplinari altamente specializzati.
Accanto alla chirurgia oncologica, svolge attività clinica in:
- ginecologia benigna e disfunzionale
- endometriosi e vulvodinia
- menopausa e gestione ormonale
- patologie HPV-correlate e condilomatosi
- colposcopia ed ecografia transvaginale
- isteroscopia diagnostica e operativa
Un settore di particolare interesse è la gestione medica del peso in ambito ginecologico, sia in età fertile che in menopausa, come strategia di prevenzione oncologica e delle complicanze correlate all’obesità.
In questo contesto integra protocolli moderni, inclusa la prescrizione e il monitoraggio di terapie con semaglutide, secondo le più aggiornate evidenze scientifiche.
Il suo contributo scientifico è già significativo: oltre 90 pubblicazioni su riviste internazionali con Impact Factor e un H-index di 15. In questo contesto si inserisce anche il recente ottenimento dello Starting Grant della Ricerca Finalizzata 2024, che permetterà di sviluppare ulteriormente soluzioni innovative basate su imaging avanzato e intelligenza artificiale.
🎓 Formazione accademica
- Università La Sapienza di Roma – Laurea in Medicina e Chirurgia, 110/110 e lode (2018)
- Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico A. Gemelli – Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia, direttore Prof. Giovanni Scambia (2024)
- PhD Candidate presso l’Università di Strasburgo, indirizzo ingegneria e robotica
✈️ Tirocini e attività internazionali
- Research Fellowship – Istituto di Image Guided Surgery & IRCAD, Strasburgo, Francia (2023–2025)
- Research Fellowship – Children’s Hospital of Philadelphia, USA (2017)
🔬 Van Gogh™: la chirurgia del futuro entra nella pratica clinica
Tra i progetti più innovativi a cui il dottor Pavone contribuisce spicca l’introduzione del sistema Van Gogh™, una piattaforma avanzata che integra:
- imaging intraoperatorio
- analisi digitale dei tessuti
- intelligenza artificiale
- supporto decisionale in tempo reale
Una tecnologia che promette di rivoluzionare la chirurgia ginecologica, rendendola più precisa, standardizzata e personalizzata.
“L’introduzione del sistema Van Gogh™ rappresenta un passaggio decisivo verso una vera chirurgia di precisione, guidata dalle immagini, dove imaging intraoperatorio, analisi digitale dei tessuti e intelligenza artificiale lavorano in piena sinergia per fornire informazioni standardizzate e in tempo reale” – sottolinea il dottor Matteo Pavone dell’Unità di Ginecologia Oncologica e visiting researcher presso l’Università di Strasburgo (IRCAD–IHU).
👨⚕️ Dalla sala operatoria alla ricerca internazionale: chi è il dottor Matteo Pavone
Il dottor Matteo Pavone, Medico Specialista in Ginecologia e Ostetricia, rappresenta una delle figure emergenti più brillanti della nuova generazione di specialisti italiani. Formatosi tra il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma, centro di riferimento mondiale per la ginecologia oncologica, e l’Università di Strasburgo, dove oggi è visiting researcher presso l’IRCAD–IHU, Pavone unisce competenze cliniche, chirurgia avanzata e ricerca tecnologica.
Dalla chirurgia laparoscopica e robotica alle nuove frontiere dell’imaging intraoperatorio, fino all’introduzione del sistema Van Gogh™, il suo lavoro si colloca al crocevia tra medicina, ingegneria e innovazione digitale.
GaetaNews24 lo ha incontrato per approfondire il suo percorso, le sue aree di competenza e la visione futura della ginecologia moderna.
Dottor Pavone, il suo percorso l’ha portata in centri di eccellenza come Roma, Strasburgo e Philadelphia. Qual è l’esperienza che più ha influenzato il suo modo di essere medico e chirurgo?
Ogni tappa del mio percorso mi ha lasciato qualcosa di importante, ma credo che l’esperienza che più ha influenzato il mio modo di essere medico e chirurgo sia quella vissuta tra il Policlinico Gemelli e Strasburgo. A Roma ho imparato il rigore clinico, il valore della responsabilità verso la paziente e l’importanza di una visione oncologica multidisciplinare grazie a mentori straordinari come la prof.ssa Fagotti. A Strasburgo, invece, ho consolidato una prospettiva più orientata all’innovazione, alla chirurgia guidata dalle immagini e all’integrazione tra medicina, ingegneria e ricerca. Se dovessi sintetizzare ciò che porto con me, direi questo: la buona chirurgia nasce sempre dall’equilibrio tra precisione tecnica, pensiero critico e attenzione umana.
Lei ha completato la specializzazione sotto la guida del professor Giovanni Scambia, una figura di riferimento mondiale nella ginecologia oncologica. Qual è l’insegnamento più importante che porta con sé da questa esperienza?
Aver completato la mia formazione sotto la guida del professor Giovanni Scambia è stato per me un privilegio straordinario. L’insegnamento più importante che porto con me è la capacità di guardare oltre i propri limiti, il metodo, la disciplina, la capacità di studiare ogni caso nella sua complessità e, soprattutto, rispetto assoluto per la paziente. Ho imparato che in ginecologia oncologica non bisogna mai cercare una soluzione standard, ma la soluzione migliore per quella specifica donna, in quel preciso momento della sua vita e della sua malattia.
La chirurgia robotica e laparoscopica stanno cambiando radicalmente l’approccio alle patologie ginecologiche. In che modo queste tecniche hanno trasformato la sua pratica quotidiana?
Hanno trasformato profondamente la mia pratica quotidiana, perché oggi ci consentono di essere più precisi, più conservativi quando possibile e più efficaci nel ridurre l’impatto chirurgico sulle pazienti. La chirurgia mini-invasiva, sia laparoscopica sia robotica, permette una visione magnificata dei piani anatomici, una dissezione più accurata e, in molti casi, un recupero post-operatorio più rapido. Questo significa meno dolore, degenze più brevi e un ritorno più veloce alla vita quotidiana.
Ma il vero salto di qualità è rappresentato dalla crescente digitalizzazione della chirurgia: queste tecniche si integrano sempre più facilmente con piattaforme avanzate di imaging, sistemi di analisi intraoperatoria e strumenti basati sull’intelligenza artificiale. Questo consente non solo di operare meglio, ma anche di raccogliere, analizzare e utilizzare dati in tempo reale, aprendo la strada a una chirurgia sempre più guidata dalle immagini, standardizzata e personalizzata.
Naturalmente la tecnologia non sostituisce il giudizio clinico: resta fondamentale saper scegliere l’approccio giusto per ogni singolo caso e utilizzare questi strumenti come un supporto evoluto alla decisione, non come un sostituto dell’esperienza del chirurgo.
Il carcinoma ovarico è uno dei tumori ginecologici più complessi da diagnosticare e trattare. Quali sono oggi le principali sfide e quali innovazioni stanno migliorando la prognosi delle pazienti?
Il carcinoma ovarico resta una delle sfide più complesse della ginecologia oncologica perché spesso viene diagnosticato in fase avanzata e richiede un trattamento altamente specialistico. Le principali criticità sono la diagnosi precoce, la corretta selezione del percorso terapeutico e la necessità di ottenere il massimo risultato chirurgico possibile, perché la qualità della chirurgia incide in modo decisivo sulla prognosi. Oggi però abbiamo strumenti sempre più efficaci: una migliore caratterizzazione molecolare del tumore, l’impiego di terapie mirate in pazienti selezionate, una crescente integrazione tra chirurgia e terapia sistemica e una maggiore centralizzazione delle cure in centri di riferimento.
Anche il carcinoma dell’endometrio e della cervice uterina richiedono percorsi altamente specializzati. Come si costruisce un trattamento realmente personalizzato per ogni paziente oncologica?
Un trattamento realmente personalizzato nasce prima di tutto da un inquadramento molto accurato: diagnosi istologica, imaging, valutazione molecolare quando indicata, età della paziente, desiderio riproduttivo, condizioni generali e caratteristiche biologiche della malattia. Non esiste un tumore, esiste una paziente con un tumore. Nel carcinoma dell’endometrio, ad esempio, oggi la profilazione del rischio è sempre più raffinata; nel tumore della cervice, invece, è essenziale valutare con attenzione lo stadio, l’estensione locale e, in alcune situazioni, anche la possibilità di strategie fertility-sparing. La personalizzazione vera si costruisce in un contesto multidisciplinare, dove chirurgo, oncologo, radioterapista, anatomo-patologo e radiologo lavorano insieme.
Il sistema Van Gogh™ rappresenta una delle tecnologie più avanzate nella chirurgia guidata dalle immagini. Qual è, secondo lei, il vero valore aggiunto di questa piattaforma nella gestione dei tumori ginecologici?
Il vero valore aggiunto del sistema Van Gogh™ è la possibilità di avvicinarci a una chirurgia sempre più precisa e supportata da dati oggettivi in tempo reale. Integrare imaging intraoperatorio, analisi digitale dei tessuti e intelligenza artificiale significa avere strumenti in più per riconoscere meglio ciò che stiamo trattando, orientare le decisioni chirurgiche e ridurre le aree di incertezza. In prospettiva, questo approccio potrà migliorare non solo la radicalità oncologica, ma anche la conservazione delle strutture sane, con benefici importanti in termini di sicurezza e personalizzazione delle cure. È una delle direzioni più promettenti della chirurgia del futuro.
Endometriosi, vulvodinia e dolore pelvico cronico sono patologie spesso invisibili ma profondamente invalidanti. Qual è il primo passo per restituire qualità di vita alle pazienti?
Il primo passo è ascoltare davvero. Sono condizioni che per troppo tempo sono state sottovalutate o banalizzate, con il rischio di far sentire le donne non credute o non comprese. Restituire qualità di vita significa anzitutto riconoscere la legittimità del dolore e costruire un percorso diagnostico-terapeutico serio, multidisciplinare e personalizzato. In queste patologie non basta “curare un sintomo”: bisogna comprendere l’impatto che hanno sulla vita quotidiana, sulla sessualità, sulle relazioni, sul lavoro e sul benessere psicologico. Solo così si può impostare una presa in carico realmente efficace.
Lei integra anche la gestione medica del peso come strategia di prevenzione oncologica. Quanto incide l’obesità sul rischio di sviluppare tumori ginecologici e come valuta l’utilizzo delle nuove terapie come la semaglutide?
L’obesità ha un impatto molto rilevante sul rischio di sviluppare diverse patologie ginecologiche e, in particolare, alcuni tumori come il carcinoma dell’endometrio. Inoltre condiziona fertilità, gravidanza, assetto metabolico, qualità di vita e spesso anche gli esiti chirurgici. Per questo oggi la gestione del peso non può più essere considerata solo un tema estetico, ma una vera questione di salute globale e prevenzione. Le nuove terapie, come la semaglutide, rappresentano un’opportunità importante in pazienti selezionate, purché inserite all’interno di un percorso medico strutturato, con indicazioni appropriate, monitoraggio clinico e integrazione con stile di vita, nutrizione e follow-up. Non sono scorciatoie, ma strumenti che, se ben utilizzati, possono avere un ruolo molto significativo
La ricerca scientifica è una parte fondamentale del suo lavoro. Quali sono le innovazioni che si aspetta nei prossimi anni nella chirurgia ginecologica e quali ambiti sta esplorando nel suo percorso di dottorato?
Credo che nei prossimi anni vedremo una crescente integrazione tra chirurgia, imaging, intelligenza artificiale, robotica e analisi dei dati. La direzione è quella di una chirurgia sempre più guidata dalle immagini, con tools capaci di riconoscere le strutture anatomiche e supportare il chirurgo nelle decisioni intraoperatorie rendendo le procedure più standardizzate e sicure. Nel mio percorso di dottorato sto approfondendo proprio questi temi, al confine tra medicina e ingegneria: dalla chirurgia guidata dalle immagini alle tecnologie digitali applicate alla sala operatoria, fino allo sviluppo di soluzioni tecnologiche in grado di migliorare precisione e personalizzazione di diagnosi e trattamento. È un ambito che considero estremamente stimolante, perché può avere un impatto concreto sulla qualità delle cure.
Se dovesse rivolgere un messaggio alle donne che affrontano un percorso oncologico o una diagnosi difficile, quale sarebbe?
Direi loro che oggi, più che mai, non sono sole e che esistono sempre più strumenti concreti per affrontare queste sfide con fiducia. Una diagnosi oncologica o una patologia complessa rappresentano senza dubbio un momento difficile, ma anche l’inizio di un percorso in cui la medicina ha fatto passi enormi, offrendo possibilità di cura sempre più efficaci e personalizzate.
Il mio invito è quello di affidarsi a centri specializzati, informarsi, fare domande e partecipare attivamente al proprio percorso di cura. Oggi possiamo costruire insieme strategie terapeutiche sempre più mirate, con l’obiettivo non solo di curare la malattia, ma anche di preservare la qualità di vita.
Credo molto nell’importanza dell’alleanza tra paziente, medici e famiglia: è una forza reale, che accompagna ogni passo del percorso. Con le giuste competenze, il supporto adeguato e uno sguardo orientato al futuro, è possibile affrontare anche le situazioni più complesse con consapevolezza, forza e, soprattutto, speranza concreta.
⭐ Un talento italiano proiettato verso l’innovazione
Il percorso del dottor Matteo Pavone rappresenta un esempio concreto di come la nuova generazione di specialisti italiani stia contribuendo all’evoluzione della medicina contemporanea. Tra sala operatoria, ricerca internazionale e tecnologie emergenti, il suo lavoro unisce rigore clinico e visione ingegneristica, con un impatto diretto sulla qualità delle cure e sulla sicurezza delle pazienti.
Il suo impegno nei centri di eccellenza del Policlinico Gemelli e dell’Università di Strasburgo conferma il ruolo dell’Italia come protagonista nella chirurgia ginecologica avanzata.
🙏 Ringraziamenti
GaetaNews24 ringrazia il dottor Matteo Pavone, ginecologo e chirurgo oncologo del Policlinico Gemelli, per la disponibilità, la chiarezza e la passione con cui porta avanti la sua attività clinica e di ricerca. La sua testimonianza rappresenta un contributo prezioso per la divulgazione scientifica e per tutte le donne che ogni giorno si affidano alla competenza della ginecologia moderna.
Contatti del Dott. Matteo Pavone
E-mail: matteo.pavone@guest.policlinicogemelli.it
Instagram: dottmatteopavone_ginecologo
Linkedin: Matteo Pavone
Dott. Matteo Pavone
Gynecologist at Gynecologic Oncology Unit
Policlinico, Agostino Gemelli IRCCS
Largo A. Gemelli, 8 – 00168 Roma (Italia)
PhD Research Fellow at IHU/IRCAD Strasbourg
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Il Dott. Matteo Pavone, il giovane specialista che unisce chirurgia, ricerca e innovazione la nuova visione della ginecologia moderna
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