Il Dott. Alessandro Cina: eccellenza italiana in Diagnostica per Immagini e Radiologia Interventistica In Evidenza
Intervista al Dott. Alessandro Cina, Radiologo Responsabile UOSD Radiologia ed Ecografia d’Urgenza presso il Policlinico A. Gemelli IRCCS di Roma
Dai percorsi clinici avanzati alla formazione universitaria, il radiologo del Policlinico Gemelli racconta 28 anni di esperienza tra ricerca, innovazione e cura del paziente.
La Diagnostica per Immagini è oggi uno dei pilastri della medicina moderna, capace di orientare diagnosi, terapie e percorsi clinici sempre più personalizzati. In questo scenario, la figura del Dott. Alessandro Cina, radiologo presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, rappresenta un punto di riferimento per competenza, esperienza e contributo scientifico.
Specialista in Diagnostica per Immagini, il Dott. Cina ha sviluppato negli anni una profonda expertise in ambiti ad alta complessità clinica: dall’ecocolor-Doppler nella malattia varicosa e nella trombosi venosa profonda, alla diagnostica integrata della malattia trombo-embolica venosa, fino alla Radiologia Interventistica applicata a patologie vascolari, trapianti di fegato e varicocele maschile e femminile e in ambito extravascolare (biliare e urinario).
La sua formazione accademica nasce presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove consegue la laurea con lode in Medicina e Chirurgia nel 1994 e la specializzazione in Diagnostica per Immagini nel 1998. A questa solida base si aggiungono due Master Universitari di II livello:
- Endovascular Techniques (Università di Roma Tor Vergata, 2009)
- Management delle Aziende Sanitarie (LUISS, 2016)
Accanto all’attività clinica, il Dott. Cina ha sempre affiancato un’intensa attività didattica. È infatti docente a contratto in varie Scuole di specializzazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e relatore e docente in numerosi Master e corsi ECM dedicati alla diagnostica vascolare e alla malattia trombo-embolica venosa. La sua produzione scientifica comprende più di 100 pubblicazioni nazionali e internazionali, testimonianza di un impegno costante nella ricerca e nell’aggiornamento professionale.
Con 28 anni di esperienza, il Dott. Cina rappresenta oggi una figura di riferimento per trattamenti come:
- Ecocolor-Doppler
- Radiologia Interventistica
- Embolizzazione del fibroma uterino
- Diagnostica vascolare avanzata
- TAC e biopsie
Il suo lavoro unisce precisione tecnica, visione clinica e un approccio umano che mette al centro il paziente e la qualità del percorso diagnostico-terapeutico.
✍️ Dialogo con il Dott. Alessandro Cina: Diagnostica, innovazione e il futuro della Radiologia
Nel corso della nostra conversazione, il Dott. Alessandro Cina ha condiviso riflessioni profonde sul ruolo della diagnostica moderna, sulle nuove frontiere della radiologia interventistica e sull’importanza della formazione delle nuove generazioni di specialisti. Le domande che seguono mirano a esplorare non solo il suo percorso professionale, ma anche la sua visione sul futuro della medicina e sul rapporto con i pazienti, offrendo ai lettori di GaetaNews24 uno sguardo privilegiato su un settore in continua evoluzione.
Cosa l’ha spinta a scegliere la Diagnostica per Immagini come specializzazione?
Ancora prima di scegliere la Facoltà di Medicina ero affascinato dalle possibilità offerte dalla tecnologia applicata alla diagnosi delle patologie e quindi, già prima della laurea, ho cominciato a frequentare la Radiologia, sia per gli aspetti diagnostici — che allora iniziavano a vedere il tumultuoso sviluppo e l’innovazione di TC, RM, ecografia ed ecocolor‑Doppler — sia per la parte di Radiologia Interventistica, nella quale imaging e terapie mini‑invasive si fondevano per offrire straordinarie possibilità terapeutiche ai pazienti.
Quali sono stati i passaggi più significativi della sua carriera?
Sicuramente l’esperienza che ho potuto fare da neo‑specialista come Ufficiale Medico nell’Arma dei Carabinieri nel 1999‑2000 è stata preziosa. Da un lato, come Medico Militare, mi sono trovato a fare il “medico di famiglia” per 15.000 Carabinieri del Lazio e, per motivi imprevisti legati all’assenza di ufficiali superiori in quel ruolo, a essere il diretto responsabile di un’infermeria che aveva le dimensioni di un piccolo presidio ospedaliero (con laboratorio, posti di ricovero, fisioterapia, ecc.), potendo quindi mettermi alla prova anche in un ruolo gestionale. D’altro canto, come neo‑specialista Radiologo, ho potuto mettere subito a frutto quanto appreso in specializzazione nelle strutture radiologiche dei Carabinieri.
Altri passaggi fondamentali sono stati la responsabilità conferitami dell’Unità Operativa Semplice di Ecografia ed Ecocolor‑Doppler e, da gennaio, dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Radiologia ed Ecografia d’Urgenza.
L’ecocolor-Doppler è uno strumento fondamentale nella diagnosi vascolare: quali evoluzioni ha avuto negli ultimi anni?
L’ecocolor‑Doppler, grazie allo sviluppo tecnologico e all’enorme capacità di calcolo degli apparecchi moderni, permette di identificare e analizzare i vasi in tutti i distretti corporei, da vasi di dimensioni di 9,5 mm che dobbiamo identificare per i lembi microchirurgici in chirurgia plastica ricostruttiva a quelli di maggiori dimensioni. Attualmente l’ECD, per molte patologie, rappresenta il primo approccio diagnostico e, in tante condizioni, non ha bisogno del ricorso a esami di secondo livello ma fornisce tutte le informazioni necessarie.
In quali casi la Radiologia Interventistica rappresenta oggi un’alternativa meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale?
La storia della RI in tutti i campi ha un percorso simile: inizia come trattamento di ripiego in pazienti che non possono eseguire trattamenti chirurgici tradizionali per le precarie condizioni, per poi divenire una valida alternativa alla chirurgia o persino una prima scelta rispetto alla chirurgia.
Quali sono le principali novità nel trattamento del varicocele maschile e femminile?
Nel varicocele maschile e in quello femminile la scleroembolizzazione, seguendo il paradigma sopra citato della RI, si sta imponendo come trattamento di prima scelta; la sfida attualmente non è sul piano tecnico ma su quello delle corrette indicazioni: sia il varicocele maschile che quello femminile non vanno trattati sempre, ma solo in casi ben selezionati e, in quest’ottica, una valutazione multidisciplinare con i colleghi delle altre specialità è fondamentale.
L’embolizzazione del fibroma uterino sta diventando sempre più diffusa: quali vantaggi offre alle pazienti?
L’embolizzazione dei fibromi rappresenta una delle armi a disposizione per il trattamento della fibromatosi uterina e il suo ruolo è in alcuni casi alternativo e in altri preferibile alle opzioni chirurgiche (miomectomia e isterectomia) e mediche (terapie ormonali). Solo una attenta valutazione multidisciplinare, che tiene conto di aspetti anatomici, anamnestici, anagrafici e clinico‑laboratoristici, permette di selezionare correttamente le donne che più possono trarre il maggior beneficio da questo trattamento, che si caratterizza per una mini‑invasività, una breve degenza e un più precoce ritorno a una vita attiva rispetto alle opzioni chirurgiche.
Lei è docente universitario da molti anni: quanto è importante formare nuove generazioni di radiologi con competenze interventistiche?
La Radiologia Interventistica negli ultimi 20 anni ha avuto uno straordinario incremento delle attività, sia come numero assoluto di procedure sia come varietà di nuovi trattamenti possibili; a fronte di questo incremento, tuttavia, solo una piccola percentuale di specializzandi in Radiologia sceglie la strada della Radiologia Interventistica, vista la grande e crescente richiesta di diagnostica radiologica. È fondamentale, da parte dei docenti, già durante il corso di laurea in Medicina e, soprattutto, durante la specializzazione, fare un’opera di divulgazione e motivazione delle possibilità di carriera che dà la RI.
Quali aspetti della sua attività di ricerca considera più rilevanti?
Dal momento che ho avuto un padre chirurgo vascolare e professore associato, seppure io abbia scelto una specializzazione differente, non posso negare che ci sia stata un’involontaria ma inevitabile (e tutto sommato positiva) influenza, per la quale la diagnostica vascolare non invasiva (angio‑TC ed ECD) ha sempre rappresentato il fulcro della mia attività scientifica, che mi ha portato a pubblicare lavori sulle più prestigiose riviste internazionali nel campo della diagnostica.
Come cambierà la Diagnostica per Immagini nei prossimi dieci anni?
Il progresso tecnologico continuerà a fornirci apparecchi sempre più rapidi e performanti. La tecnologia della “photon count CT” è la nuova frontiera, ancora in parte da esplorare come impatto clinico, della TC. Ritengo tuttavia che il radiologo debba assumere un ruolo clinico più attivo e intervenire a fondo nei processi di gestione del ricorso ai vari esami diagnostici. Viviamo in un’era di eccezionali possibilità diagnostiche, ma anche di necessità di un uso mirato e non indiscriminato delle risorse tecnologiche, per garantire una sostenibilità economica che assicuri a tutti le cure necessarie; in questa ottica il radiologo non può e non deve essere solo un fornitore di immagini e diagnosi, ma deve contribuire a ottimizzare i percorsi diagnostici, in quanto massimo conoscitore di pregi e difetti delle varie tecniche di imaging.
Intelligenza artificiale e imaging: opportunità o rischio per la professione medica?
Il radiologo conosce da anni l’AI; molti degli algoritmi che da 15 anni permettono di avere esami migliori con meno dose di radiazioni si basano appunto su applicazioni di AI. A volte le applicazioni di AI ci aiutano in modo “trasparente”, migliorando la qualità delle immagini; in altri casi ci forniscono suggerimenti (per esempio il riconoscimento automatico di lesioni e fratture). Nell’ambito della Radiologia l’AI rappresenta un’opportunità per facilitare compiti ripetitivi e ridurre gli errori di percezione o migliorare l’interpretazione di alcuni reperti, ma l’AI rappresenta anche una sfida perché, per contraddire un reperto segnalato da un algoritmo di AI, il radiologo deve essere ancora più bravo ed esperto.
Quanto conta la comunicazione nella pratica radiologica?
Ritengo che la comunicazione sia un aspetto fondamentale ma spesso trascurato nella professione di radiologo. Già prima di un esame andrebbe comunicato chiaramente al paziente a cosa serve quell’esame, come si esegue e cosa potrà sentire il paziente e cosa ci possiamo aspettare come risultati. Nei referti la descrizione “tecnica” non dovrebbe prescindere da conclusioni brevi, chiare e comprensibili anche dal paziente. Ancora più importante è la comunicazione verbale dell’esito dell’esame, momento purtroppo non sempre possibile per l’enorme mole di esami da refertare, ma che può rappresentare un momento di confronto umano nel quale la sensibilità del radiologo, a seconda di chi capisce di avere di fronte, trova il modo più appropriato per comunicare con empatia un eventuale esito non positivo, focalizzando il paziente sulle possibilità di cure future più che sul momentaneo risultato negativo dell’indagine.
C’è un messaggio che desidera rivolgere ai pazienti che affrontano percorsi diagnostici complessi?
Il messaggio è di affidarsi ai medici che li seguono, delegando a loro le preoccupazioni su cosa e come fare e concentrandosi su un piccolo passo alla volta; la montagna della malattia, vista nel suo complesso, può sembrare troppo alta da scalare, ma se ci si affida a delle buone guide, a un po’ di fortuna e, per chi crede, alla preghiera, passo dopo passo, esame dopo esame e trattamento dopo trattamento si può arrivare in cima.
🌟 Uno sguardo al futuro della Radiologia
La carriera del Dott. Alessandro Cina dimostra come la Diagnostica per Immagini sia un settore in continua evoluzione, capace di integrare tecnologia, ricerca e sensibilità clinica. Il suo contributo nella formazione, nella pratica interventistica e nella diffusione di metodiche avanzate rappresenta un valore aggiunto per il sistema sanitario e per i pazienti che ogni giorno si affidano alla competenza dei professionisti del Policlinico Gemelli.
🙏 Ringraziamenti
GaetaNews24 ringrazia il Dott. Alessandro Cina radiologo del Policlinico Gemelli per la disponibilità, la chiarezza e la profondità con cui ha condiviso la sua esperienza professionale e umana. Un contributo prezioso per comprendere meglio il ruolo centrale della diagnostica moderna e delle nuove frontiere della Radiologia Interventistica.
Contatti del Dott. Alessandro Cina
E-mail: alessandro.cina@policlinicogemelli.it
Facebook: Alex Cina
Linkedin: Alessandro Cina
Sito web: https://alessandrocina.it
Dott. Alessandro Cina
Radiologo
Responsabile UOSD Radiologia ed Ecografia d’Urgenza
Fondazione Policlinico, Agostino Gemelli IRCCS
Largo A. Gemelli, 8 – 00168 Roma (Italia)
Il Dott. Alessandro Cina: eccellenza italiana nella Diagnostica per Immagini e nella Radiologia Interventistica
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