Gaeta si stringe attorno a Eugenio Vellotti: “Le anime leggere volano in cielo per illuminarci”
Un’intera città, ieri, si è raccolta attorno alla famiglia Vellotti per l’ultimo saluto a Eugenio, accompagnato da un corteo silenzioso e composto, segnato dalla presenza di tantissimi giovani.
Lo striscione preparato dagli amici — «Le anime leggere volano in cielo per illuminarci» — ha racchiuso il sentimento di una comunità ferita ma unita.
Durante la celebrazione, Don Emanuele Avallone ha rivolto parole di consolazione e speranza, invitando tutti a non lasciarsi schiacciare dal dolore:
“Trasformate la ferita in una luce, perché Eugenio oggi ci chiede di continuare a vivere, ad amare e a cercare il bene con ancora più coraggio.”
Il sacerdote ha poi parlato ai giovani con un messaggio forte e delicato allo stesso tempo:
“Solo chi è forte sa chiedere aiuto. Solo chi ama davvero sa farsi accompagnare.”
Parole che hanno attraversato la chiesa come un invito alla fiducia, alla presenza, alla capacità di lasciarsi sostenere nei momenti più difficili.
Nel suo ricordo, Don Emanuele ha richiamato anche alcuni tratti familiari di Eugenio: il suo modo di abbracciare i genitori appena rientrava a casa, il soprannome “colla” che la sorella Giulia gli aveva dato per la sua capacità di tenere unite le persone, la dolcezza dei gesti quotidiani, come le caramelle che non mancava mai di acquistare.
Gesti semplici, che oggi diventano segni di vita e di amore.
Gaeta perde un giovane, ma custodisce un esempio: la gioia, la presenza, la capacità di amare con spontaneità.
E mentre la comunità continua a cercare una direzione in questo dolore, le parole del sacerdote restano come un ponte verso la speranza: Eugenio — insieme a Pierluca — continua a illuminare la città dall’alto, incoraggiando tutti a vivere con cuore grande.
a cura di: Maria Vaudo




















