Gaeta non dimentica: 165 anni dopo il sacrificio del Bastione Sant’Antonio

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Si è svolta oggi, nella sala consiliare del Comune di Gaeta gremita di cittadini e rappresentanti istituzionali, la solenne commemorazione del 165° anniversario dello scoppio del Bastione Sant’Antonio. Un momento di intensa partecipazione collettiva per ricordare le centinaia di vittime — civili, militari, donne e bambini — che persero la vita nel tragico pomeriggio del 5 febbraio 1861.

Una memoria che unisce istituzioni e comunità

L’iniziativa ha visto una forte sinergia tra l’amministrazione comunale e la Regione Lazio. Il Sindaco Cristian Leccese ha aperto i lavori sottolineando il valore identitario di questa ricorrenza e ringraziando gli organizzatori, in particolare il delegato alla cultura Gennaro Romanelli.

A rappresentare la Regione Lazio è stato il Consigliere regionale Cosmo Mitrano, da sempre attento alla valorizzazione del patrimonio storico della città. Il suo intervento, letto in sala dal giornalista Andrea Brengola, ha ripercorso i 102 giorni dell’ultimo assedio di Gaeta — il quattordicesimo della sua storia — che dal 5 novembre 1860 al 13 febbraio 1861 segnò profondamente la città e aprì la strada all’unificazione italiana.

Il ricordo del 5 febbraio 1861

Nel suo messaggio, Mitrano ha ricordato l’esplosione del deposito di munizioni della Cortina Sant’Antonio, avvenuta alle ore 16:00 del 5 febbraio 1861, definendola “un episodio tragico che costò la vita a centinaia di civili e militari”. Un sacrificio che, ha sottolineato, “non deve essere sepolto nell’oblio né ridotto a un vuoto esercizio retorico”, ma riconosciuto come parte viva dell’identità cittadina e nazionale.

“Il futuro di un Paese si costruisce coltivando la memoria”, ha scritto il Consigliere. “Da essa dobbiamo trarre la linfa necessaria a consolidare l’unità dell’Italia, basandola su valori universali come libertà, uguaglianza e pace”.

Una legge regionale per la valorizzazione della storia

Mitrano ha inoltre espresso soddisfazione per l’approvazione all’unanimità, lo scorso 22 gennaio, della sua proposta di legge regionale dedicata alla promozione dei percorsi storici del Novecento. Un provvedimento che, pur riferendosi a un periodo diverso, si inserisce idealmente nel solco della tutela della memoria e del riconoscimento dei passaggi più complessi della storia nazionale.

Approfondimenti culturali e testimonianze

La commemorazione è stata arricchita dagli interventi di figure di rilievo del panorama culturale e associativo:

  • Giuseppe Catenacci, Presidente Onorario dell’Associazione Nazionale ex Allievi Nunziatella di Napoli;
  • Pietro Evangelista, filatelista e ricercatore;
  • Alfredo Langella, collezionista;
  • Salvatore Gonzalez, che ha illustrato preziosi cimeli del Museo “Fronte e Memoria”.

I loro contributi hanno offerto un quadro storico dettagliato e coinvolgente, restituendo alla comunità la complessità degli eventi che segnarono Gaeta nel 1861.

Una memoria che non si spegne

La giornata si è conclusa con un sentimento condiviso: il sacrificio del Bastione Sant’Antonio non appartiene soltanto al passato, ma continua a vivere nella coscienza della città. Una memoria che, come dimostrato dalla partecipazione odierna, rimane un pilastro dell’identità gaetana e un monito per le generazioni future.

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a cura di: Maria Vaudo