Gaeta accoglie la poetessa Lia Manzi: emozioni e spiritualità nel suo “Nel candore del silenzio”

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Nel suggestivo terrazzo della Pinacoteca Comunale “Antonio Sapone” di Gaeta, con il panorama che abbraccia mare, cielo e architetture storiche, si è svolta la presentazione del libro Nel candore del silenzio, opera poetica di Lia Manzi, autrice proveniente da Casalnuovo, in provincia di Napoli. A dialogare con lei, la giornalista e presidente di deComporre Edizioni, Sandra Cervone, che ha guidato un confronto intenso e ricco di sfumature emotive.

Il silenzio come approdo, non come assenza

Fin dalle prime battute dell’intervista, Manzi ha raccontato l’emozione di trovarsi a Gaeta, in un luogo che definisce “mozzafiato dal punto di vista paesaggistico”. Interrogata sul significato del silenzio evocato nel titolo, la poetessa ha spiegato:

«Non amo il silenzio come vuoto: amo le parole, quelle del dialogo. Il mio è un silenzio candido, un punto di arrivo raggiunto attraverso i versi».

Un silenzio, dunque, che non disarma ma acquieta, che non chiude ma apre, che diventa spazio creativo e rigenerante.

Amore, natura e spiritualità: i cardini del libro

Il cuore della raccolta poetica è l’amore, declinato in tutte le sue forme: – l’amore materno, – l’amore per l’amato, – l’amore per l’Essere, inteso anche come dimensione spirituale.

Non mancano riferimenti alla poesia religiosa contemporanea e agli autori che hanno segnato il percorso interiore dell’autrice. Tra questi, Rabindranath Tagore, citato in apertura del libro.

«Ho scelto Tagore perché parla del giardino e del giardiniere. Amo la natura, la rinascita, la primavera. Il giardiniere può essere Dio, ma anche la poesia stessa», ha spiegato Manzi.

La natura diventa così metafora di vita, trasformazione e rinascita, un terreno fertile da cui germogliano versi e riflessioni.

La poesia come ricarica dell’anima

Nel dialogo con Sandra Cervone, è emerso un tema centrale: la poesia come linguaggio che ricarica, che permette di fermarsi, riflettere, ritrovare un ritmo più umano.

Cervone ha sottolineato come le stagioni, i paesaggi, i cicli della natura influenzino profondamente il vivere quotidiano, offrendo spunti di pausa e rigenerazione. Manzi ha condiviso pienamente questa visione:

«La poesia non è solo ciò che scriviamo. È un modo di vivere. Vivere poeticamente solleva la vita dalla routine».

Un messaggio che ha risuonato forte tra i presenti, in un luogo che già di per sé invita alla contemplazione.

Un incontro che unisce bellezza, parola e interiorità

La presentazione si è trasformata in un momento di dialogo autentico, dove la voce della poetessa e quella della presidente di deComporre si sono intrecciate con naturalezza, restituendo al pubblico un’esperienza intensa e luminosa.

Nel candore del silenzio si conferma così un libro che parla al cuore, che invita a rallentare, ad ascoltare, a ritrovare la propria primavera interiore.

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a cura di: Maria Vaudo