Ancora qui, ancora parlo: la battaglia di Luisanda Dell’Aria contro il cancro ovarico e il silenzio

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ROMA, 13 ottobre 2026 – Dieci anni fa una diagnosi che sembrava lasciare poco spazio alla speranza. Oggi una voce che continua a rompere il silenzio per informare, sensibilizzare e salvare vite.

Luisanda Dell’Aria, fondatrice del progetto “Abbi Cura Di Te”, convive da dieci anni con un tumore ovarico sieroso di alto grado, diagnosticato al IV stadio. Una malattia aggressiva che, al momento della scoperta, aveva già interessato pelvi, addome e ascella sinistra.

Luisanda Dell’Aria, fondatrice del progetto “Abbi Cura Di Te”, convive da dieci anni con un tumore ovarico sieroso di alto grado, diagnosticato al IV stadio. Una malattia aggressiva che, al momento della scoperta, aveva già interessato pelvi, addome e ascella sinistra.

«Non pensavo sarei arrivata fino a qui», racconta. Eppure da quella diagnosi è nata una missione che negli anni ha raggiunto migliaia di donne in tutta Italia.

Una diagnosi arrivata dopo un anno di sintomi

Come accade per molte pazienti, i segnali c’erano stati. Disturbi persistenti, sintomi che avevano accompagnato la sua quotidianità per oltre un anno senza essere riconosciuti come possibili campanelli d’allarme di un tumore ovarico.

Da quella consapevolezza è nato il bisogno di raccontare.

«Io non sapevo che esistesse il cancro all’ovaio e che si manifestasse con sintomi tanto subdoli quanto ricorrenti. Ero convinta che la maggior parte delle donne ne sapesse quanto me: nulla.»

Così la scrittura è diventata uno strumento di sensibilizzazione. Tra paure, speranze e momenti difficili è nato “Abbi Cura Di Te”, un progetto dedicato all’informazione e alla prevenzione.

Ventimila donne raggiunte

Negli anni Luisanda ha trasformato la propria esperienza personale in una campagna nazionale di consapevolezza.

Incontri pubblici, eventi, conferenze e testimonianze l’hanno portata ad attraversare diverse regioni italiane per parlare direttamente alle donne dell’importanza di riconoscere i sintomi e rivolgersi tempestivamente agli specialisti.

Secondo le stime del progetto, oltre ventimila donne hanno scoperto l’esistenza del tumore ovarico e dei suoi segnali grazie all’attività divulgativa di “Abbi Cura Di Te”.

«L’informazione è l’unica vera forma di prevenzione che può salvarci la vita», ribadisce.

La richiesta: un “Maggio Blu Tiffany” per il tumore ovarico

Mentre ottobre è universalmente riconosciuto come il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, per il tumore ovarico esiste soltanto una giornata mondiale di sensibilizzazione, l’8 maggio.

Per questo Luisanda ha deciso di lanciare una nuova sfida: istituire il “Maggio Blu Tiffany”, un mese interamente dedicato all’informazione sul cancro ovarico.

Nei mesi scorsi ha avviato una petizione nazionale che ha già raccolto circa 3.500 firme.

L’obiettivo è portare informazioni chiare e accessibili negli studi dei medici di medicina generale, nei consultori, negli ambulatori ginecologici, nelle Asl e negli ospedali, affinché ogni donna possa conoscere i sintomi della malattia e i percorsi diagnostici disponibili.

Il nodo della prevenzione

A oggi non esiste uno screening ufficiale per la popolazione generale contro il tumore ovarico. Tuttavia, gli specialisti possono indicare controlli e percorsi di monitoraggio personalizzati sulla base della storia clinica e familiare della paziente.

Secondo Dell’Aria, il primo strumento resta la conoscenza.

«La prevenzione continua a spaventare molte persone, ma conoscere significa avere un’opportunità in più.»

Tumore ovarico e mutazioni BRCA: un legame ancora poco conosciuto

Tra i temi al centro della sua attività c’è anche la diffusione delle informazioni sulle mutazioni genetiche BRCA1 e BRCA2, associate a un aumento significativo del rischio di sviluppare tumori della mammella e dell’ovaio.

Molte donne scoprono l’esistenza di queste mutazioni solo dopo una diagnosi oncologica, mentre una maggiore informazione permetterebbe, nei casi indicati dai medici, di accedere a percorsi di sorveglianza e prevenzione personalizzati.

«Avere una mutazione genetica non significa avere un tumore, ma conoscere il proprio rischio può fare la differenza», sottolinea.

Quindici donne al giorno

In Italia il tumore ovarico continua a colpire migliaia di donne ogni anno.

Numeri che per Luisanda hanno un volto e una storia.

«Ci ammaliamo anche la domenica, anche il giorno di Natale. Per questo non posso stare zitta.»

Oggi, dopo dieci anni di battaglie, la sua determinazione resta la stessa di allora.

La stanchezza si fa sentire, ammette, ma non basta a fermare una voce che da un decennio continua a chiedere più informazione, più consapevolezza e più attenzione per una malattia ancora troppo poco conosciuta.

“Ancora qui, ancora parlo.”

E continuerà a farlo finché avrà forza e fiato per ricordare alle donne che conoscere può significare vivere.

Per maggiori informazioni sul progetto “Abbi Cura Di Te” è disponibile il sito dell’autrice e la petizione per il riconoscimento del “Maggio Blu Tiffany” dedicato al tumore ovarico.

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a cura di: Maria Vaudo