Tra scienza, innovazione e salute globale: la visione internazionale della ginecologa oncologa Sara Nasser In Evidenza
Intervista alla Dr. med. Sara Nasser (MRCOG), ginecologa oncologa impegnata tra il Charité Comprehensive Cancer Center di Berlino e il Policlinico A. Gemelli di Roma.
Dalla Charité di Berlino al Policlinico Gemelli di Roma, passando per il Royal College di Londra: ricerca, chirurgia oncologica, intelligenza artificiale e salute globale al servizio delle donne nel mondo
Nel panorama della medicina contemporanea, poche figure professionali incarnano la dimensione internazionale della ricerca e dell’assistenza sanitaria come la Dr. med. Sara Nasser (MRCOG). Ginecologa oncologa e chirurga altamente specializzata, ha costruito la propria carriera tra Germania, Regno Unito e Italia, distinguendosi per un percorso che unisce eccellenza clinica, rigore scientifico e impegno per la salute globale.
La sua attività presso il Charité Comprehensive Cancer Center di Berlino, uno dei principali poli oncologici europei, e la collaborazione con il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma le consentono di operare in contesti di assoluta eccellenza, contribuendo allo sviluppo di nuove strategie diagnostiche e terapeutiche per i tumori ginecologici.
Certificata come Subspecialist in Gynecological Oncology dal Board tedesco e membro del prestigioso Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (MRCOG) di Londra, la dottoressa Nasser affianca all’attività chirurgica una costante produzione scientifica e un forte impegno nella formazione internazionale.
Particolare attenzione è dedicata all’applicazione dell’intelligenza artificiale nello screening e nella diagnosi precoce dei tumori ginecologici, alla chirurgia mini-invasiva e robotica, alla nutrizione oncologica, ai protocolli ERAS e ai programmi di cooperazione sanitaria internazionale volti a migliorare l’accesso alle cure per le donne nei Paesi a basse e medie risorse.
Attraverso il suo ruolo in Charité Global Health e nella Pan-Arabian Research Society for Gynecologic Oncology (PARSGO), Sara Nasser promuove un modello di medicina che supera i confini nazionali, favorendo la condivisione delle conoscenze, l’innovazione e l’equità sanitaria.
In questa intervista esclusiva a GaetaNews24, la dottoressa Nasser racconta il proprio percorso professionale, analizza le nuove frontiere dell’oncologia ginecologica e condivide la sua visione sul futuro della salute femminile a livello globale.
✍️ L’intervista esclusiva con la Dr. med. Sara Nasser
Dalla medicina personalizzata all’intelligenza artificiale, dalla chirurgia robotica alla salute globale, l’oncologia ginecologica sta attraversando una fase di profonda evoluzione. GaetaNews24 ha incontrato la Dr. med. Sara Nasser per approfondire le sfide e le opportunità che stanno ridefinendo la disciplina, tra progresso scientifico, innovazione tecnologica e cooperazione internazionale. Nel corso dell’intervista emerge inoltre una riflessione sull’eredità professionale e umana del Professor Giovanni Scambia, figura di riferimento della ginecologia oncologica italiana e internazionale, il cui contributo continua ancora oggi a ispirare nuove generazioni di specialisti.
La sua formazione si è sviluppata tra Germania, Regno Unito e Italia. In che modo queste esperienze hanno definito il suo approccio?
Ogni Paese mi ha offerto una prospettiva diversa e complementare: il rigore scientifico tedesco, la cultura britannica della sicurezza e della centralizzazione della cura oncologica, e la grande tradizione clinica e chirurgica italiana.
Queste esperienze hanno rafforzato una convinzione: l’eccellenza medica non ha confini, ma deve sempre avere al centro la persona. La mia visione è una medicina internazionale, multidisciplinare e profondamente umana.
Quali competenze sono necessarie per conseguire la certificazione tedesca in oncologia ginecologica?
La subspecializzazione richiede una formazione avanzata nella gestione multidisciplinare dei tumori ginecologici, competenze chirurgiche complesse e, soprattutto, conoscenza delle terapie oncologiche e capacità di interpretare criticamente la ricerca scientifica.
Ma la vera competenza va oltre la tecnica: significa saper prendere decisioni difficili, riconoscere i propri limiti e assumersi la responsabilità di ogni scelta terapeutica.
Quali insegnamenti della scuola britannica hanno influenzato la sua attività?
La cultura della sicurezza, la medicina basata sulle evidenze scientifiche e il valore della comunicazione con la paziente sono principi fondamentali della scuola britannica.
Un medico eccellente non deve soltanto conoscere la terapia migliore: deve anche saper ascoltare, spiegare e coinvolgere la donna nelle decisioni che riguardano la sua salute.
Quali innovazioni stanno trasformando l’oncologia ginecologica e il ruolo del chirurgo?
Stiamo passando da una medicina centrata sulla malattia a una medicina sempre più personalizzata. Diagnostica molecolare, terapie mirate, immunoterapia e nuove tecnologie chirurgiche stanno cambiando le possibilità di cura.
Il chirurgo oncologo del futuro non sarà soltanto un esperto di tecnica operatoria, ma un professionista capace di integrare chirurgia, biologia tumorale, dati e lavoro multidisciplinare.
L’innovazione ha valore soltanto quando migliora concretamente la vita delle pazienti.
Quali sono i progressi più promettenti nel trattamento del tumore ovarico?
Uno dei cambiamenti più significativi è l’introduzione delle terapie di mantenimento mirate, in particolare degli inibitori PARP nelle pazienti selezionate in base alle caratteristiche molecolari del tumore, come BRCA e HRD.
La chirurgia citoriduttiva di qualità rimane fondamentale, insieme alla corretta selezione delle strategie terapeutiche.
La sfida è comprendere sempre meglio quale trattamento offrire, a quale paziente e in quale momento.
Quanto sono importanti prevenzione, vaccinazione anti-HPV e screening cervicale?
Sono strumenti straordinari perché ci permettono non soltanto di curare, ma di prevenire molti casi di tumore.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito una strategia concreta per eliminare il carcinoma della cervice uterina come problema di salute pubblica, attraverso vaccinazione, screening e accesso tempestivo alle cure.
Abbiamo oggi la possibilità di cambiare la storia di questa malattia. La sfida è garantire che ogni donna possa beneficiare di questi progressi.
Come può l’intelligenza artificiale migliorare screening e diagnosi precoce?
L’intelligenza artificiale può supportare l’analisi delle immagini, l’identificazione di anomalie cervicali e la valutazione del rischio, contribuendo a rendere alcuni processi diagnostici più efficienti.
Nel tumore ovarico si studiano applicazioni che integrano immagini, biomarcatori e dati clinici. Tuttavia, non disponiamo ancora di un metodo di screening efficace per la popolazione generale.
L’intelligenza artificiale non deve sostituire il medico: deve amplificarne le capacità, mantenendo il giudizio clinico e la paziente al centro.
Quali limiti etici, normativi e clinici devono essere affrontati?
La protezione dei dati, la trasparenza degli algoritmi, la loro validazione clinica e il rischio di discriminazioni sono questioni fondamentali.
Un sistema sviluppato su determinate popolazioni potrebbe non funzionare altrettanto bene in contesti diversi.
Per questo sostengo un’innovazione responsabile: scientificamente validata, regolamentata e accessibile. Il progresso tecnologico deve ridurre le disuguaglianze, non crearne di nuove.
Quanto incidono lo stato nutrizionale e metabolico sugli esiti chirurgici?
La nutrizione è una componente essenziale, spesso sottovalutata, del percorso oncologico. Malnutrizione, perdita di massa muscolare e alterazioni metaboliche possono aumentare il rischio di complicanze e compromettere il recupero.
Valutare e ottimizzare precocemente lo stato nutrizionale, soprattutto prima di interventi complessi, significa considerare la paziente nella sua totalità.
Non curiamo soltanto un tumore: accompagniamo un organismo e una persona attraverso una sfida importante.
Quale ruolo svolgono oggi i protocolli ERAS?
I protocolli ERAS (Enhanced Recovery After Surgery) rappresentano un cambiamento culturale nella chirurgia moderna.
Attraverso preparazione preoperatoria, gestione ottimizzata del dolore, alimentazione e mobilizzazione precoci, favoriscono il recupero e possono ridurre complicanze e durata della degenza.
La chirurgia di eccellenza non si misura soltanto dal successo dell’intervento, ma anche dalla qualità del recupero e dal ritorno della paziente alla propria vita.
Quali vantaggi offre la chirurgia robotica e quale futuro immagina?
La robotica offre visualizzazione tridimensionale, precisione e maggiore libertà di movimento degli strumenti. In pazienti accuratamente selezionate può contribuire a un approccio meno invasivo e a un recupero più rapido.
Non è però la scelta migliore per ogni tumore o situazione clinica: la sicurezza oncologica rimane prioritaria.
In futuro, l’integrazione con imaging avanzato e intelligenza artificiale potrebbe rendere la chirurgia ancora più precisa e personalizzata.
Quali sono le principali disuguaglianze nell’accesso alle cure oncologiche?
In molte regioni del mondo, diagnosi tardive, carenza di specialisti e accesso limitato a chirurgia, radioterapia e trattamenti oncologici condizionano ancora profondamente la prognosi.
La soluzione richiede formazione locale, infrastrutture sostenibili, programmi di prevenzione e collaborazioni internazionali costruite su rapporti paritari.
La vera eccellenza medica non consiste soltanto nel raggiungere risultati straordinari nei centri più avanzati, ma nel rendere cure di qualità accessibili a un numero sempre maggiore di donne.
Come vicepresidente e cofondatrice della PARSGO, quali progetti considera prioritari?
La mia priorità è rafforzare la collaborazione scientifica e professionale tra specialisti, favorendo formazione, ricerca multicentrica e condivisione delle competenze in oncologia ginecologica.
Credo soprattutto nella valorizzazione dei giovani professionisti e nella costruzione di reti capaci di trasformare le conoscenze in migliori opportunità di cura.
L’obiettivo è contribuire a un ecosistema scientifico internazionale nel quale il talento possa crescere indipendentemente dalla provenienza geografica.
Quanto sono importanti le collaborazioni tra centri europei e realtà emergenti?
Sono essenziali. Nessuna istituzione, per quanto prestigiosa, possiede da sola tutte le risposte.
Le collaborazioni permettono di condividere competenze, sviluppare ricerca clinica più rappresentativa e accelerare la diffusione delle innovazioni.
Credo in una cooperazione bidirezionale, nella quale ogni partner contribuisca con conoscenze, esperienze e prospettive differenti.
Quale ritiene sia l’eredità più significativa del Professor Giovanni Scambia?
Il Professor Scambia ha contribuito profondamente allo sviluppo dell’oncologia ginecologica italiana e internazionale, coniugando attività clinica, ricerca e formazione.
La sua eredità risiede anche nell’aver contribuito a costruire una scuola scientifica capace di formare nuove generazioni di specialisti.
Il valore di un grande medico non si misura soltanto nei risultati che raggiunge personalmente, ma anche nelle competenze e nelle opportunità che lascia a chi viene dopo.
Quale insegnamento umano e professionale custodisce del Professor Scambia?
Credo che una delle lezioni più importanti che possiamo trarre dalla sua figura sia il valore di unire ambizione scientifica, responsabilità clinica e attenzione alla formazione delle nuove generazioni.
Il progresso autentico non consiste soltanto nell’eccellere individualmente, ma nel creare le condizioni perché altri possano contribuire a migliorare la medicina.
Leadership femminile in medicina: quali progressi e quali ostacoli?
Le donne hanno conquistato spazi sempre più importanti nella medicina, nella ricerca e nella chirurgia. Tuttavia, la loro rappresentanza nelle posizioni apicali e nei ruoli decisionali rimane ancora insufficiente.
Dobbiamo promuovere criteri di merito trasparenti, mentoring, pari opportunità e modelli organizzativi più inclusivi.
La leadership femminile non è una questione di privilegi: è una questione di talento, opportunità e qualità del futuro che vogliamo costruire.
Quale consiglio darebbe a una giovane studentessa che sogna una carriera internazionale nella chirurgia oncologica?
Le direi di essere curiosa, disciplinata e soprattutto coraggiosa. Di cercare mentori eccellenti, imparare le lingue, investire nella propria formazione e non avere paura di uscire dalla propria zona di comfort.
Ma soprattutto, di non permettere a nessuno di definire i limiti delle sue ambizioni.
La competenza apre le porte, la perseveranza permette di attraversarle e l’umanità dà significato al percorso.
Quale sarà la più grande sfida dell’oncologia ginecologica nei prossimi vent’anni?
Trasformare il progresso scientifico in un beneficio realmente globale.
Avremo strumenti diagnostici sempre più sofisticati, terapie personalizzate e tecnologie chirurgiche avanzate. Ma il successo dipenderà dalla nostra capacità di renderli efficaci, sostenibili e accessibili.
Il futuro non sarà definito soltanto da ciò che la medicina saprà fare, ma da quante donne potranno beneficiarne.
Quale messaggio desidera rivolgere alle donne che affrontano un tumore e alle loro famiglie?
Affrontare un tumore richiede coraggio, ma nessuna dovrebbe sentirsi obbligata a essere forte in ogni momento. Chiedere aiuto, condividere le proprie paure e partecipare consapevolmente alle decisioni terapeutiche sono parte del percorso.
La medicina continua a progredire e il nostro compito è offrire non soltanto trattamenti fondati sulla scienza, ma anche ascolto, dignità e vicinanza.
Dietro ogni diagnosi c’è una persona, una storia, una vita. Ed è per quella vita che lavoriamo ogni giorno.
🔚 Conclusioni
Il percorso professionale della Dr. med. Sara Nasser rappresenta un esempio concreto di come la medicina moderna stia evolvendo verso una dimensione sempre più internazionale, multidisciplinare e tecnologicamente avanzata. Dalla chirurgia oncologica complessa alla ricerca scientifica, dall’intelligenza artificiale alla salute globale, il suo lavoro dimostra come innovazione, formazione e cooperazione possano contribuire a migliorare concretamente la qualità delle cure.
La sua attività tra Berlino, Londra e Roma evidenzia inoltre il valore strategico delle collaborazioni tra grandi istituzioni accademiche e ospedaliere, fondamentali per accelerare il trasferimento delle conoscenze e favorire lo sviluppo di nuove opportunità terapeutiche per le pazienti.
In un’epoca caratterizzata da grandi trasformazioni tecnologiche e scientifiche, la sfida sarà rendere queste innovazioni sempre più accessibili, personalizzate e sostenibili. Un obiettivo che richiede competenza, ricerca, visione internazionale e una costante attenzione alla centralità della persona. Valori che emergono con forza dall’esperienza e dall’impegno professionale di Sara Nasser.
GaetaNews24 ringrazia la Dr. med. Sara Nasser (MRCOG) per la disponibilità, la professionalità e il prezioso contributo offerto alla realizzazione di questa intervista.
Un sentito ringraziamento va inoltre al Charité Comprehensive Cancer Center di Berlino, al Charité Center for Global Health, alla Pan-Arabian Research Society for Gynecologic Oncology (PARSGO) e alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma per il costante impegno nella ricerca scientifica, nell’innovazione clinica, nella formazione delle nuove generazioni di medici e nella promozione della salute femminile a livello internazionale.
Attraverso la dedizione di professionisti, ricercatori e istituzioni di eccellenza, la lotta contro i tumori ginecologici continua a compiere importanti progressi, offrendo nuove prospettive di diagnosi, cura e speranza alle donne di tutto il mondo.
Contatti della Dr. med. Sara Nasser, MRCOG
Linkedin: Dr. med. Sara Nasser, MRCOG
Instagram: dr.sara.nasser
Dr. med. Sara Nasser, MRCOG
Subspecialist in Gynecological Oncology (German-board certified)
Consultant Obstetrician and Gynecologist (Germany, UK)
Charité Comprehensive Cancer Center and Charite Global Health (Berlin, Germany)
Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS (Rome, Italy)
Member of the Royal College of Obstetricians & Gynaecologists (London, UK)
Tra scienza, innovazione e salute globale la visione internazionale della ginecologa oncologa Sara Nasser
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