Gaeta ha accolto la terza Edizione della Fiera Internazionale di Ergonomia dei Cammini.
GAETA – Molte le novità di questa edizione e molti i progetti a cui essa ha dato origine. “La Fiera non è come tutte le altre perché adotta la metodologia della Formazione-Intervento” ha affermato Renato Di Gregorio che l’ha messa a punto e che ne segue l’applicazione su tutto il territorio nazionale. Per questo motivo la Fiera è più similare ad un grande processo di formazione-intervento che ad una vera e propria Fiera. In questo modo essa consente di raccogliere e divulgare le migliori esperienze che si vanno maturando nel campo dei Cammini, ma consente anche di mettere a fuoco alcune criticità che vale la pena di affrontare in modo collettivo così da trovare soluzioni condivise che vengono poi presentate nelle edizioni successive. La chiave “ergonomica” che contraddistingue la Fiera costituisce la finalità di questa azione. L’Ergonomia è una metodologia che consente di approntare un problema in modo interdisciplinare e trovare soluzioni che consentono di assicurare il benessere degli esseri viventi che fanno parte del sistema su cui si applica. Renato Di Gregorio che è Vicepresidente della Società Italiana di Ergonomia e fattori umani e Presidente dell’Associazione di Ergonomia sociale e del Territorio, caposcuola dell’Ergonomia del Territorio e certificato in base alla Norma dell’UNI, ente di Normazione Italiano, ha cominciato ad occuparsi della sua applicazione nel campo dei Cammini proprio a Gaeta. Presso l’Istituto G. Caboto, nel 2014, è stato infatti condotto il primo programma di formazione-intervento per la formazione di giovani laureati sul tema dei Cammini.
“Nell’edizione del 2025 della Fiera l’Arcivescovo di Gaeta, Mons. Luigi Vari e la dott.ssa Civita Di Russo della Regione Lazio che erano intervenuti avevano osservato che tra i partecipanti gli studenti degli Istituti scolastici presenti presentavano evidenti manifestazioni di disinteresse e distrazione” commenta Antonio Vagnani che opera assieme a Di Gregorio.
Ne è derivata la decisone di trasformare la loro presenza da spettatori a protagonisti.
Nel corso del periodo tra gennaio e marzo dell’anno essi hanno così condotto un programma di “Formazione-Lavoro” sia al Caboto che al Fermi, aiutando un gruppo di studenti di entrambi gli Istituti a occuparsi di alcuni Cammini e itinerari culturali Europei esistenti. Gli studenti, aiutati dai propri docenti hanno così potuto mettere a fuoco delle proposte di miglioramento ergonomico da suggerire a chi ne gestisce la vita, ma soprattutto agli Amministratori locali. Ne è derivato un interessante confronto che da ora si svilupperà fino alla prossima edizione della Fiera prevista per il 21 e 22 ottobre del prossimo anno. Don Mariano Parisella che è intervento alla manifestazione ha colto con molto interesse questa novità che responsabilizza i giovani del territorio sulla vivibilità del proprio territorio e li prepara all’accoglienza “dell’altro”.
Altri importanti temi sono stati affrontati nel corso delle due giornate di Fiera e altri progetti sono stati individuati quali meritevoli di essere affrontati facendo conto sulla Rete che si è costituita e che si va progressivamente allargando. Cinquanta Enti patrocinanti, tra Regioni, Province, Comuni, Università, centri Ricerche, Associazioni sportive, culturali, religiose, ecc. costituiscono una concreta garanzia che si troveranno soluzioni praticabili e soprattutto condivise. Importante è stata la testimonianza del dott. Balsamo di Confindustria che prevede il coinvolgimento delle imprese dei diversi comparti che imprenditoriali che vengono chiamati in causa per il mercato che i “camminatori” vanno ampliando progressivamente.
Ilaria Cardogna della Regione Lazio, in rappresentanza dell’Assessora Palazzo, e Barbara Petroni sindaca di Roccasecca dei Volsci e presidente di SER.A.L. (Associazione dei Comuni della provincia
di Latina, presenti a Gaeta e Gianluca Quadrini, in rappresentanza dell’ANCI Lazio e della Provincia di Frosinone, e Orazio Capraro, sindaco di Villa Santa Lucia e Presidente di SER.A.F. (Associazione dei Comuni della provincia di Frosinone) ne hanno registrati alcuni:
1. la ciclabilità della Variante Francigena sull’Asse Casilina
2. la tecnologia APP di orientamento e di pronto intervento per coloro che si mettono in cammino,
3. l’integrazione tra gli Itinerari culturali europei e i Cammini presenti nei luoghi di approdo,
4. la diffusione della cultura dei luoghi in tutte le scuole del territorio,
5. il subentro nella gestione dell’Itinerario culturale europeo della Via degli Ulivi, oggi affidata alla Grecia,
6. la formazione per svolgere nuove professionalità: il formatore e l’ergonomo territoriali, i progettisti e gestori di finanziamenti europei, i manager di destinazione, i gestori comunali di progetto.
Ora, per ognuno dei progetti da affrontare si troverà il tavolo corretto dove svilupparli.
Il sindaco Cristian Leccese è particolarmente contento di questo risultato e della terza proposta, ben consapevole che la città di Gaeta è inserita nell’Itinerario Culturale europeo della Rotta di Enea e che dal suo porto si dipartono numerosi Cammini e ciò consente non solo un incremento del Turismo dei Cammini, ma una valorizzazione anche delle aree interne verso cui tali Cammini portano chi approda nel suo porto.
Come giustamente ha indicato l’Assessora Maria Cardogna, del Comune di Itri: “Ora è venuto il momento di costruire una pianificazione complessiva di un’area vasta circoscritta da più Comuni dove rappresentare i diversi Cammini presenti e l’intermodalità più opportuna per assicurare la migliore fruibilità al turismo di Destinazione.
Visualizzazioni: 54a cura di: Associazione SERAL


