Missione in Malawi: si chiude un capitolo, continua il viaggio per i diritti dei bambini

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Il Centro Adozioni Internazionali di Gaeta e Progetto Marco Onlus tracciano il bilancio: pozzi riparati, visite mediche, un nuovo asilo in costruzione e un impegno che non conosce confini

L’ultima sera in Malawi porta con sé il peso dolce delle partenze e la forza silenziosa delle cose compiute. L’avv. Alessia Maria Di Biase, referente del Centro Adozioni Internazionali di Gaeta, apre il bilancio della missione con una domanda semplice e necessaria: che cosa è stato fatto e cosa ci attende?

A rispondere è Salvatore, presidente dell’associazione Progetto Marco Onlus, che racconta una missione intensa, concreta, capace di superare ogni previsione. In pochi giorni il gruppo ha:

  • riparato 30 pozzi, restituendo acqua potabile a villaggi che da mesi attendevano una soluzione;
  • effettuato oltre 1500 visite optometriche, con distribuzione di occhiali;
  • garantito decine di visite mediche, soprattutto a donne dei villaggi, grazie alla dottoressa Paola;
  • avviato la costruzione di un asilo per i bambini da 0 a 4 anni, in un villaggio particolarmente fragile, dove i più piccoli trascorrono le giornate chiusi nelle capanne.

Un intervento che si intreccia perfettamente con il significato del mese di maggio, dedicato alla ratifica italiana della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. «In questa missione – spiega Alessia – abbiamo lavorato per garantire il diritto alla salute e il diritto all’istruzione, fondamentali per permettere a queste comunità di crescere e diventare autonome».

Per la prima volta si è unita al gruppo la dottoressa Campennì, proctologa dell’Ospedale Isola Tiberina di Roma, che racconta un’esperienza intensa e trasformativa: «Abbiamo portato un po’ di speranza in villaggi dove i medici arrivano raramente. Spero di tornare con ancora più professionalità e strumenti».

A chiudere il cerchio è la voce di una volontaria storica, alla sua ventesima missione. L’emozione più forte? Sempre la stessa, sempre nuova: «Quando il pozzo torna a dare acqua, ogni volta è come la prima. L’acqua è vita, è dignità, è futuro».

La missione si conclude, ma non l’impegno. «I diritti non sono concetti astratti – ricorda Alessia – sono ciò che permette alle persone di vivere, crescere, sperare. E noi cerchiamo, dove possibile, di portarli a tutti».

Il gruppo saluta il Malawi con gratitudine e ritorna in Italia, pronto a ripartire. Perché il viaggio per i diritti dei bambini non si ferma mai.

“Ogni pozzo che torna a vivere, ogni visita, ogni bambino che ritrova un futuro è un diritto che si compie.”

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a cura di: Maria Vaudo