L’Aquila e il futuro della Ginecologia Oncologica: Le voci del congresso sul Carcinoma Ovarico In Evidenza
L’AQUILA – Il 6 settembre 2025, L’Aquila ha ospitato il congresso ECM “Viaggio nel Carcinoma Ovarico: Innovazioni nella Diagnosi e Tecniche Chirurgiche”, un appuntamento che ha riunito i protagonisti della ginecologia oncologica italiana. Sotto la guida della Prof.ssa Manuela Ludovisi, il congresso ha offerto una panoramica completa sulle nuove tecnologie, le strategie conservative e le prospettive terapeutiche per il trattamento del carcinoma ovarico.
Un evento che ha messo al centro la personalizzazione delle cure, la precisione chirurgica e la speranza riproduttiva, con interventi di altissimo profilo scientifico e umano.
🔍 Temi e relatori del congresso
Il congresso ha visto la partecipazione di una faculty di alto profilo, con interventi che hanno toccato le principali aree della ginecologia oncologica. Si è parlato di intelligenza artificiale applicata alla chirurgia con la Prof.ssa Anna Fagotti, mentre il Dott. Francesco Fanfani ha illustrato i benefici della chirurgia mini-invasiva. Il Dott. Francesco Legge ha analizzato le strategie tra chirurgia di prima istanza e IDS.
Sul fronte degli approcci conservativi, il Dott. Alessandro Lucidi ha discusso la chirurgia fertility sparing, seguito dal Dott. Valerio Gallotta con un focus sulla chirurgia profilattica per pazienti con predisposizione genetica. Il Prof. Vito Chiantera ha approfondito la chirurgia secondaria nelle recidive, mentre il Prof. Giuseppe Vizzielli ha presentato le tecniche HIPEC e PIPAC. Il Dott. Giacomo Corrado ha parlato di oncofertilità e PMA, e la Dott.ssa Vanda Salutari ha aggiornato sull’impiego dei PARP inibitori.
La sessione dedicata alla diagnostica ecografica ha visto gli interventi della Dott.ssa Alessandra Ricciardulli sui tumori borderline, della Prof.ssa Manuela Ludovisi sugli aspetti ecografici dei tumori invasivi, e della Dott.ssa Floriana Mascilini sull’ecografia intraoperatoria.
📣 Focus formativo e obiettivi
Il congresso è stato rivolto a ginecologi, oncologi, radiologi, ostetriche e a tutti i professionisti interessati ad acquisire o perfezionare competenze nella chirurgia endoscopica e nella diagnostica ecografica ginecologica.
Tre le macro-aree tematiche affrontate:
- Il trattamento chirurgico del carcinoma ovarico: chirurgia mini-invasiva, strategie operatorie (prima istanza vs IDS) e approcci conservativi.
- Le prospettive future: chirurgia profilattica, chirurgia secondaria nelle recidive, HIPEC/PIPAC, oncofertilità e conservazione degli ovociti.
- La diagnostica ecografica ginecologica: imaging avanzato, gestione dei tumori borderline, impiego intraoperatorio dell’ecografia.
🗣️ Parola alla direzione scientifica: riflessione della Prof.ssa Ludovisi sugli interventi
Al termine del congresso “Viaggio nel Carcinoma Ovarico”, GaetaNews24.it ha rivolto alcune domande alla Prof.ssa Manuela Ludovisi, Responsabile Scientifico dell’evento, Professore Associato di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università degli Studi dell’Aquila e Direttore dell’Unità Dipartimentale del Centro FIVET e della Diagnostica Ecografica presso il Presidio Ospedaliero San Salvatore dell’Aquila. L’intervista mira a offrire una sintesi qualificata dei contenuti trattati dai relatori, con uno sguardo tecnico e clinico sulle principali tematiche emerse.
Professoressa, ci racconti l’impostazione generale del congresso e l’obiettivo formativo che ha ispirato la selezione dei relatori?
Il 2025 è stato per me e per la ginecologia oncologica tutta un anno veramente difficile. La scomparsa del Prof Scambia ha segnato profondamente il nostro cammino e allora ho voluto organizzare questa giornata in suo onore per parlare di una problematica purtroppo molto attuale con colleghi e mentori che sono prima di tutto amici, tra cui la Professoressa Anna Fagotti, il professor Francesco Fanfani, Vito Chiantera, il Dottor Gallotta. Una squadra meravigliosa con la capacità di stare insieme cercando di sottolineare come l’eccellenza professionale va di pari passo con un impegno umano e morale.
Dalla lettura della Prof.ssa Fagotti sull’intelligenza artificiale, quali indicazioni concrete possono già essere tradotte nella chirurgia ginecologica?
La Professoressa Fagotti, che è anche presidente di Esgo, ha sottolineato che l’utilizzo della IA in sala operatoria rappresenta un grosso vantaggio perché permette di individuare con maggior precisione la diffusione peritoneale di tumore ovarico, infatti ‘vedendo’ le immagini della laparoscopia, aiuta a stabilire se la paziente sia operabile o meno e inoltre permette di assicurare lo stesso trattamento a tutte le pazienti e, nel caso in cui siano ricoverate in un centro periferico, permette di riferirle, nei casi più impegnativi, presso un centro di riferimento per effettuare l’intervento.
In questo modo – precisa Fagotti – diamo a tutte le pazienti, anche quelle più complesse, la chance di ricevere la migliore indicazione di trattamento, ovunque siano ricoverate”.
Un’altra linea di progetto sta cercando di identificare, sempre attraverso l’intelligenza artificiale, i cosiddetti “safety point”, cioè i ‘punti di sicurezza’ nel corso di un intervento chirurgico.
In questo caso, ci ha spiegato, l’IA avverte il chirurgo, impegnato nell’esecuzione di un intervento laparoscopico, nel caso in cui stia commettendo un errore, un passaggio sbagliato e dà un alert che gli permette di correggere la sua azione immediatamente per evitare complicanze. Stiamo sfruttando l’IA anche per effettuare delle ricostruzioni tridimensionali pre-operatorie, partendo dall’imaging (Tac o Risonanza magnetica).
In questo modo è possibile “pianificare l’intervento con maggior precisione, anche ricorrendo all’ausilio di esperti di altre specialità (come urologi, chirurghi vascolari e gastroenterologi), nel caso in cui il tumore interessi ad esempio un grosso vaso o una parte dell’intestino. Ma utilizzando queste ricostruzioni 3D, realizzate ricorrendo all’IA, sarà più facile anche parlare con la paziente, farle vedere dov’è il tumore e illustrarle le procedure da eseguire durante l’intervento chirurgico e quindi fare un counseling più accurato.
Gli interventi dei Dott. Fanfani e Legge hanno messo in luce nuove strategie chirurgiche: quali riflessioni emergono rispetto alla mini-invasività e alla scelta tra IDS e prima istanza?
Il Professore Francesco Fanfani e il Professor Francesco Legge hanno sapientemente relazionato sul ruolo della chirurgia primaria e di seconda istanza che devono essere pianificate sulla base delle caratteristiche biologiche della malattia ma non solo anche e soprattutto sulla specificità della paziente che deve essere sempre messa al centro delle nostre scelte terapeutiche.
Particolare attenzione è stata rivolta alla chirurgia mininvasiva, laparoscopica e robotica, che consente di esplorare tutti i quadranti addominali e valutare la fattibilità di interventi chirurgici citoriduttivi ottimali grazie a strumenti come il Fagotti Score sviluppato al Policlinico Gemelli.
Il Dott. Lucidi ha parlato di fertility sparing. Quali sono le condizioni cliniche che permettono di preservare la fertilità in sicurezza?
La chirurgia fertility sparing di cui ci ha parlato il dottor Alessandro Lucidi è una conquista per le pazienti giovani e deve essere considerata una soluzione terapeutica dedicata ai tumori ovarici in stadio iniziale, dopo una accurata valutazione strumentale preoperatoria. Questo approccio richiede una stadiazione completa con approccio multidisciplinare.
Nel suo intervento, il Dott. Gallotta ha proposto un approccio profilattico per pazienti con mutazione genetica: come cambia la pratica chirurgica in questi casi?
Il Dottor Valerio Gallotta è riuscito ad incantare l’aula con le metodologie e le conclusioni presentate, evidenziando inoltre la necessità di un approccio personalizzato e di un’adeguata consulenza genetica e psicologica.
La chirurgia delle recidive è stata approfondita dal Dott. Scaffa: quali elementi clinici considera essenziali per definire l’intervento?
Il Dott. Scaffa del Pascale di Napoli ci ha dimostrato come oggi sia possibile per garantire trattamenti sempre più mirati sulla base di integrazione di dati clinici, strumentali e genetici.
Dalle presentazioni del Prof. Vizzielli su HIPEC e PIPAC, quali sono oggi le evidenze più solide e le criticità da gestire?
Il Prof. Vizzielli è stato in grado di esporre in maniera magistrale le metodiche di chemioterapia locale ipertermica intraoperatoria per la carcinosi peritoneale che devono essere gestite in team multidisciplinare
Il tema dell’oncofertilità, affrontato dal Dott. Corrado, ha suscitato grande interesse: quali sono le prospettive grazie alla PMA?
Fino ad un decennio fa non era pensabile parlare di oncofertilà in ginecologia oncologica e nel carcinoma ovarico. Oggi il Dottor Corrado lo ha fatto in maniera magistrale e ci ha dimostrato che è un Diritto della paziente e un’opportunità di consapevolezza.
I PARP inibitori illustrati dalla Dott.ssa Salutari stanno ridisegnando la terapia di mantenimento: come stanno modificando l’approccio terapeutico?
Grazie alla Dott.ssa Vanda Salutari è stata fatta un overview sugli attuali protocolli clinici che guidano le decisioni terapeutiche che combinati con un approccio multidisciplinare costituiscono una base solida per ottimizzare i trattamenti medici e migliorare la qualità di vita delle pazienti affette da questa neoplasia.
“Nel 50 per cento delle neoplasie – ha spiegato la dottoressa Salutari – sono presenti i cosiddetti deficit di ricombinazione omologa (HRD), tra i quali rientrano le mutazioni dei geni BRCA1 e 2; effettuare questo test al momento della diagnosi può guidare alla scelta della terapia più efficace (PARP inibitori, anche in combinazione con farmaci anti-angiogenici), consentendoci di agire in maniera specifica. Il test HRD deve dunque costituire il primo step di un approccio di medicina di precisione per definire la migliore cura del tumore dell’ovaio”.
In tema di diagnostica ecografica, che contributi sono emersi dalle presentazioni della Dott.ssa Ricciardulli e della Dott.ssa Mascilini?
Le colleghe hanno aperto la sessione dedicata alla diagnostica ecografica ginecologica con un overview sui tumori borderline e sulla diagnostica ecografica intraoperatoria.
Nel suo intervento ha parlato di tumori invasivi e di imaging intraoperatorio: quali innovazioni diagnostiche ritiene davvero promettenti?
L’ecografia ginecologica di secondo livello dal 2021 è entrata nelle linee guida ESGO/ISUOG/IOTA/ESGE per la stadiazione del carcinoma ovarico, quindi abbiamo la possibilità di utilizzare uno strumento fruibile economico che in mani esperte guida il chirurgo in sala operatoria. Sicuramente, l’intelligenza artificiale in questi ultimi anni ha affiancato e ci aiuterà sempre di più nella diagnosi più accurata. Come Responsabile della sezione Ginecologia Oncologica della SIOEG e Coordinatore Regionale SIOEG Regione Abruzzo Molise mi sento di ringraLa per questa intervista e di ringraziare tutti i partecipanti all’evento.
I Saluti Istituzionali del senatore Guido Liris e del rettore Edoardo Alesse hanno dato un valore aggiunto e prezioso all’evento.
🧭 Conclusioni e Prospettive Future
Il congresso ha messo in luce come la ginecologia oncologica oggi non sia solo questione di tecniche, ma di percorsi personalizzati, multidisciplinari e attenti alla qualità della vita delle pazienti. Grazie all’impegno della Prof.ssa Ludovisi e al valore scientifico dei relatori, L’Aquila ha ospitato non solo un evento formativo, ma un laboratorio di idee e buone pratiche. Grazie alla direzione scientifica della Prof.ssa Ludovisi e alla partecipazione di una faculty d’eccellenza, GaetaNews24.it continuerà a seguirne gli sviluppi, nella certezza che l’informazione possa sostenere cultura, ricerca e consapevolezza.
🎥 Le voci del congresso – Il saluto della Prof.ssa Ludovisi
Grazie. Perché oggi è stata una giornata bellissima. Una giornata che ha parlato di scienza, di cura, ma soprattutto di persone. Sono felice di aver fatto il bene di voi, di aver condiviso questo momento con chi crede davvero nel valore dell’unione e della conoscenza.
Grazie agli amici di sempre, alle ragazze che ci hanno aiutato con passione, alla segreteria scientifica Mavida Comunicazioni, ai ragazzi del catering, agli sponsor che hanno reso possibile tutto questo. Oggi abbiamo fatto ciò che avrebbe voluto il Professor Giovanni Scambia: costruire ponti, non solo tra discipline, ma tra cuori.
“Meravigliatevi dei progressi e delle conquiste.”
Queste sono le sue parole. Un invito a guardare avanti con stupore, con gratitudine, con la consapevolezza che ogni passo nella medicina è anche un passo nell’umanità. Il Professor Scambia ci ha insegnato che dietro ogni gesto clinico c’è una storia, un sogno, una possibilità. E che anche quando la malattia sembra spegnere, la ricerca può riaccendere.
Alla Prof.ssa Manuela Ludovisi, anima scientifica e umana di questo congresso, va il nostro grazie più profondo. Perché non ha solo diretto un evento: ha tracciato un sentiero. Con sapienza, con grazia, con quella forza gentile che trasforma la medicina in missione.
Questo congresso non è solo un momento. È memoria. È futuro. È il segno che, quando si lavora insieme, il bene prende forma. E resta.
📸 Momenti dal congresso: immagini che raccontano un incontro di valore
Dalla sala gremita agli interventi dei relatori, dai volti attenti del pubblico ai momenti di confronto informale: le immagini raccolte durante il congresso testimoniano l’energia e la qualità dell’iniziativa. Una galleria che restituisce l’atmosfera, i contenuti e le relazioni che hanno animato la giornata.
🔚 Ringraziamenti
Si ringrazia per l’intervista concessa la Prof.ssa Manuela Ludovisi, Professore Associato di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università degli Studi dell’Aquila e Direttore dell’Unità Dipartimentale del Centro FIVET e della Diagnostica Ecografica presso il Presidio Ospedaliero San Salvatore dell’Aquila.
L’Aquila e il Futuro della Ginecologia Oncologica
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