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La sinergia è la vera arma contro il cancro al seno. Chiuso a Latina il Nastro Rosa 2022. Ma la prevenzione continua.

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Gli studenti di Medicina dell’Università Sapienza-Polo Pontino

Se il tumore al seno rappresenta ormai una vera e propria “emergenza sociale”, anche la risposta di quanti devono fronteggiarla dev’essere  sempre più “collettiva e, soprattutto, sinergica”.  Sono state queste le conclusioni emerse oggi a Latina, nel corso dell’incontro tenutosi in un’aula della facoltà di Medicina dell’Università Sapienza-Polo Pontino alla presenza del Prefetto Maurizio Falco e di rappresentanti di Comune, Regione Lazio, ASL, Breast Unit, Università e Lilt, associazione provinciale di volontariato.  Con i dati alla mano e nell’ottica di un impegno sempre più incisivo, la presidente Nicoletta D’Erme ha illustrato le finalità della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori che, presente in più di 100 province italiane da 101 anni, s’interfaccia continuamente con le istituzioni e con la politica nell’intento di sensibilizzare tutti sull’importanza della prevenzione oncologica e sui sani e corretti stili di vita. Il mese di ottobre, dedicato al Nastro Rosa, era partito da Priverno per toccare con iniziative varie e molto partecipate, tutta la provincia, da Nord a Sud, ricordando che la diagnosi precoce salva la vita, che è fondamentale aderire agli screening e rivolgersi con fiducia alle Breast Unit. L’incontro di quest’oggi, pertanto, è servito a ribadire che la prevenzione continuerà tutto l’anno e che la LILT porterà avanti la sua missione in scuole, aziende, comuni, attraverso iniziative fuori e dentro gli ambulatori, nelle corsie ospedaliere, nel sostegno alla ricerca. Serietà, professionalità, formazione sono le caratteristiche di base con cui si porta avanti un impegno cui sono chiamati anche i giovani, per un ricambio generazionale carico di entusiasmo, idee, linfa. Anche agli studenti della facoltà di medicina presenti in sala, la presidente D’Erme ha rivolto il suo appello perché, partecipando come volontari fin da adesso, imparino a conoscere le finalità della LILT alla quale un domani potranno prestare la propria  opera come fanno oggi medici professionisti come il chirurgo senologo Ricci o il dermatologo Annetta.

Dott.ssa Nicoletta D’Erme, presidente della LILT Provinciale di Latina e la Dott.ssa Silvia Cavalli, direttrice generale della ASL pontina

“Lavorare in équipe fa la differenza” contro una malattia sociale la cui incidenza è purtroppo sempre in crescita,  e se la Breast Unit della ASL di Latina (ubicata al Santa Maria Goretti) è diventata un fiore all’occhiello della Sanità provinciale è proprio perché il “fare rete ha trovato in questo territorio l’ humus necessario”, la giusta sinergia tra istituzioni, operatori sanitari, ricercatori e volontariato. “Uniti si vince” non è più soltanto uno slogan, ma la realtà che intreccia sempre più quanti lavorano per prevenire, diagnosticare, supportare, umanizzare e integrare le cure di chi si ammala di tumore al seno (99 donne e 1 uomo su 100 persone colpite dal big killer del terzo millennio).

Sono stati fatti passi da gigante, ma continuano gli studi per accelerare terapie personalizzate e innovative che diano risultati ancora più eclatanti. “Siamo schierati come un esercito per fronteggiare il cancro al seno” ha detto la professoressa Antonella Calogero, sottolineando che  “solo tutti uniti si potrà lavorare per  fare quel goal che la collettività si aspetta”. Intanto, come ha aggiunto il prof. Ricci, direttore della Breast Unit, “continuiamo a sostenere le donne che si ammalano ponendole al centro dell’agire medico perchè non si sentano sole o non ascoltate e comprese”. “Quando si condividono obiettivi – ha concluso la dottoressa Cavalli, manager della ASL di Latina – la marcia corre spedita verso i risultati”. La strada della sinergia è tracciata e resta l’unica al momento vincente.

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a cura di: S.C.