Il secondo passo di un cammino.

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Oggi, presso la Scuola Media Principe Amedeo di Gaeta, abbiamo vissuto il secondo incontro del percorso avviato con la Fondazione Fronzuto nelle scuole del territorio, dopo il primo appuntamento svolto alla Scuola Media Carducci.

Anche oggi, insieme al direttore della Fondazione, Angelo Nastrelli al presidente Davide Piras e al mio compagno di mille avventure e co-ideatore del progetto Pierluigi Palmieri abbiamo incontrato studenti e insegnanti per parlare di inclusione, diversità, ascolto e possibilità. Non come parole da pronunciare con garbo istituzionale, ma come esperienze vive, concrete, necessarie.

A rendere possibile questo percorso è stato anche l’intervento e la mediazione del Vicesindaco di Gaeta Gianna Conte, che ha accompagnato l’iniziativa portando con sé il doppio sguardo di docente e amministratrice. Uno sguardo attento, sensibile, vicino al mondo della scuola e al tema dell’inclusione.

Abbiamo provato a raccontare ai ragazzi che la disabilità non è mai tutta la persona.
Che nessuno coincide soltanto con il proprio limite.
Che ogni essere umano è fatto anche di immaginazione, desideri, paure, talento, memoria, voce.
E questo libro ne è la prova più semplice e più potente.
Quando un laboratorio diventa libro e quel libro entra in una scuola, si crea un incontro tra chi racconta e chi ascolta. Tra chi vive una fragilità e chi impara a guardarla senza paura. Tra la scuola e una parte di mondo che troppo spesso resta ai margini, mentre invece dovrebbe stare al centro della nostra idea di comunità.
L’inclusione non è pietà.
L’inclusione è riconoscere che ogni persona porta qualcosa che nessun altro può portare al suo posto.

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a cura di: Erenio Fasano