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Giornata della Memoria. Per non dimenticare …
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Giornata della Memoria. Per non dimenticare …

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Seduti per terra, attenti, a tratti seri seri, a tratti commossi, i bambini ascoltano la loro insegnate leggere le tristi storie della Shoah nella Giornata Mondiale della Memoria. La maestra Francesca Caruso non è nuova a questo tipo di iniziative, impegnata com’è a portare avanti la voce e il ricordo di chi è sopravvissuto al rastrellamento nazista e ad altre brutture di quei tristi tempi. Ricordi, testimonianze, simboli che diventano un monito perchè “quello che è accaduto allora non accada di nuovo”.

La memoria onora il passato e diventa utile strumento per il futuro, per riconoscere in tempo i segnali di una ricaduta in atteggiamenti arroganti e di sopraffazione, razzismo, poca accoglienza del diverso.

Le scuole che educano le nuove generazioni non possono non promuovere iniziative di ascolto e incontro di uomini e donne che sono sopravvissuti all’Olocausto o che nella tragedia hanno perso i loro cari. Istruttivo, ad esempio, è stato l’incontro con Gabriele Sonnino, italiano ebreo, sopravvissuto.

I ragazzi si commuovono leggendo poesie come quella di Michele La Montagna “Ad Auschwitz si muore ogni giorno” che riportiamo di seguito:

𝐴𝑑 𝐴𝑢𝑠𝑐ℎ𝑤𝑖𝑡𝑧 𝑠𝑖 𝑚𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜,
𝑐𝑎𝑚𝑖𝑛𝑖 𝑠𝑝𝑢𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑓𝑢𝑚𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑜,
𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑖 𝑢𝑚𝑎𝑛𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑏𝑟𝑢𝑐𝑖𝑎𝑛𝑜,
𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑎𝑠𝑓𝑖𝑠𝑠𝑖𝑎𝑡𝑖, 𝑝𝑜𝑖 𝑐𝑟𝑒𝑚𝑎𝑡𝑖.
𝑄𝑢𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑜𝑝𝑟𝑎𝑣𝑣𝑖𝑣𝑒,
𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑎 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑎𝑟𝑒,
𝑚𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑡𝑜𝑟𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑣𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑚𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎𝑡𝑜;
𝑓𝑟𝑢𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜, 𝑛𝑢𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑒,
𝑝𝑟𝑖𝑣𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑑𝑖𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜,
𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑒 𝑓𝑜𝑠𝑠𝑒 𝑢𝑛 𝑖𝑛𝑐𝑟𝑖𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜.
𝐴𝑑 𝐴𝑢𝑠𝑐ℎ𝑤𝑖𝑡𝑧 𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖𝑧𝑖𝑎,
𝑛𝑜𝑛 𝑐’𝑒̀ 𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒,
𝑙’𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑠𝑖 𝑓𝑎 𝑝𝑒𝑠𝑎𝑛𝑡𝑒;
𝑖𝑛𝑐𝑜𝑚𝑏𝑒 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑜𝑟𝑒.
𝐸’ 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑣𝑎𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜 𝑡𝑟𝑒𝑛𝑜,
𝑠𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑔𝑒𝑛𝑡𝑒,
𝑖𝑛 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑖 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑖,
𝑖𝑙 𝑣𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜,
𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒𝑚𝑏𝑟𝑎𝑣𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑡𝑒𝑟𝑚𝑖𝑛𝑎𝑟𝑒,
𝑓𝑖𝑛𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒̀ 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑜;
𝑠𝑐𝑒𝑛𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖,
𝑚𝑎 𝑑𝑎 𝑙𝑖 𝑎 𝑝𝑜𝑐𝑜,
𝑞𝑢𝑒𝑖 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑠𝑜𝑟𝑟𝑖𝑠𝑖,
𝑠𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑛𝑔𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑢𝑐𝑐𝑖𝑠𝑖.
𝐶’𝑒̀ 𝑙𝑎 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑟𝑒,
𝑚𝑎 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑙’𝑎𝑛𝑔𝑜𝑠𝑐𝑖𝑎,
𝑙𝑎 𝑟𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑓𝑎𝑟𝑐𝑒𝑙𝑎,
𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑠𝑡𝑟𝑒𝑚𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑎 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎𝑡𝑖.
𝐼𝑙 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑢𝑛 𝑐𝑎𝑟𝑜 𝑐𝑖 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑖𝑟𝑎𝑟𝑒,
𝑚𝑎 𝑙𝑎 𝑠𝑖𝑡𝑢𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒̀ 𝑔𝑟𝑎𝑣𝑒,
𝑛𝑜𝑛 𝑐’𝑒̀ 𝑡𝑟𝑒𝑔𝑢𝑎,
𝑛𝑜𝑛 𝑣𝑖𝑣𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑐𝑒.
𝐴𝑑 𝐴𝑢𝑠𝑐ℎ𝑤𝑖𝑡𝑧 𝑛𝑜𝑛 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛 𝑓𝑖𝑜𝑟𝑒,
𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑝𝑙𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑡𝑒𝑙𝑙𝑎.
𝐷𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑎𝑐𝑐𝑎𝑑𝑢𝑡𝑜,
𝑟𝑖𝑚𝑎𝑛𝑔𝑜𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑝𝑎𝑟𝑜𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑐ℎ𝑖 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎,
𝑑𝑖 𝑐ℎ𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎,
𝑚𝑎 𝑙𝑎𝑔𝑔𝑖𝑢̀ 𝑠𝑖 𝑚𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜.
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a cura di: Redazione