Dalla Calabria al mondo: l’eredità luminosa di Giovanni Scambia

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“Le radici non trattengono, orientano.” – Paolo Rumiz

C’è un momento in cui le parole diventano luce. La memoria si fa promessa. La voce del professor Giovanni Scambia, mentre riceve il premio Magna Grecia, è la voce di chi non dimentica. Di chi non si limita a ricordare, ma invita a costruire, a tornare a investire in un futuro degno delle radici che lo hanno generato.

Quel giorno, parlando alla sua terra, la Calabria, Giovanni Scambia non si è limitato a celebrare le origini. Ha lanciato un messaggio di speranza e di responsabilità. Un invito a non dimenticare, a non arrendersi, a credere nella forza di una terra e di chi l’ama davvero. Una voce che si rivolge alla Calabria come si fa con una madre, con rispetto, con fermezza, con l’urgenza di chi sa che le parole devono tornare al cuore delle cose.

Nato a Catanzaro, in una città che all’epoca non disponeva nemmeno di una facoltà di medicina, Scambia ha percorso un viaggio straordinario, diventando uno degli scienziati più stimati a livello mondiale. Una traiettoria che non ha mai rinnegato il punto di partenza. Anzi, lo ha valorizzato come origine del desiderio, della sfida, della sete di conoscenza. Nelle sue parole, pronunciate proprio in quell’occasione, ha voluto ribadire con forza che la Calabria è importante non solo per l’Italia ma per il mondo intero. E oggi, queste parole suonano come un testamento morale.

Il professor Scambia ha incontrato e sostenuto tanti calabresi nel mondo, medici, ricercatori, professionisti che portano con sé la stessa luce. Ma ha anche lanciato un appello chiaro chiedendo di creare le condizioni perché si possa tornare. Perché il talento, senza opportunità, è condannato all’esilio.

“Vi assicuro, tutti i calabresi che ho incontrato si impegnerebbero in maniera assoluta, anche gratuitamente, per dare una mano.”

Un impegno che oggi, dopo la sua scomparsa, suona come una promessa che chiede continuità.

Giovanni Scambia ha saputo parlare di identità, di comunità, di riscatto. Non ha cercato prestigio, ma coerenza. Non ha chiesto applausi, ma responsabilità. E se la Calabria è ciò che è, lo deve anche a uomini come lui. Se diventerà ciò che può essere, lo dovrà a chi saprà continuare ciò che lui ha solo cominciato.

Un’eredità morale e culturale che non si misura in premi o incarichi, ma nella capacità di ispirare un’intera generazione a credere che cambiare le cose è ancora possibile.

✍️ Testo scritto da Giusy Palermo, che ha saputo raccontare con sensibilità il pensiero e la voce del professor Giovanni Scambia. Questo racconto non celebra solo un uomo, ma prova a raccoglierne il messaggio, per farne ponte verso il futuro.

👉 “Lui ci ha lasciato il compito più grande: trasformare la gratitudine in azione.”

E noi, con questa luce negli occhi, non possiamo che raccogliere il testimone.

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a cura di: Maria Vaudo