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ADOZIONE E ALIMENTAZIONE: IL CENTRO ADOZIONI INCONTRA IL DOTT. ALDO MINUTILLO

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Comprendere l’adozione attraverso un libro è possibile e utile.
All’inizio del percorso adottivo, molti conflitti tra genitori e figli sono generati da problemi legati all’alimentazione. Per cercare di fornire un aiuto pratico alle famiglie che si trovano ad affrontare questa difficoltà quotidiana, il centro adozioni ha incontrato il dott. Aldo Minutillo biologo – nutrizionista che ha risposto alle domande più comuni dei genitori e consigliato una buona lettura.

1) spesso i bambini che provengono da contesti familiari svantaggiati o paesi molto poveri, sono vittime di denutrizione, malnutrizione o cattive abitudini alimentari.

Come si può recuperare o correggere questo problema?

Il primo passo è quello di farsi descrivere in maniera dettagliata tutto ciò che questi bambini mangiano abitualmente, al fine di capire il tipo di carenze nutrizionali e, di conseguenza, come intervenire dal punto di vista alimentare.

Spieghiamo, prima di tutto, il significato e la differenza tra malnutrizione, denutrizione e cattive abitudini alimentari.

La definizione di malnutrizione, data dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), è: “Uno stato di squilibrio, a livello cellulare, fra il rifornimento di nutriente e di energia – troppo scarso o eccessivo – e il fabbisogno del corpo per assicurare il mantenimento, le funzioni, la crescita e la riproduzione”.

Pe malnutrizione, quindi, si intende sia l’eccesso che il difetto nell’assunzione dei nutrienti necessari.

La denutrizione è di conseguenza un tipo di malnutrizione, poiché si riferisce a uno stato nutrizionale insufficiente e protratto per lungo tempo.

I bambini denutriti devono essere, prima di tutto, rialimentati in maniera graduale. Ciò significa iniziare con la somministrazione di pasti frequenti, ma poco abbondanti, in maniera tale da permettere all’apparato digerente di riadattarsi ad un’alimentazione completa. Successivamente, e sempre in maniera graduale, si passa ad un’alimentazione più abbondante, per far si che questi bambini raggiungano un peso salutare, definito tale da parametri quali l’età, l’altezza, il sesso, ecc.

Le cattive abitudini alimentari comprendono, invece, tutti quei comportamenti che possono essere causa quasi inevitabile di malesseri, nonché di malattie, ad un certo punto della vita. Molte di queste vengono apprese proprio dai bambini. E’, quindi, fondamentale spiegare, sia ai bambini che ai genitori, l’importanza di come comportarsi a riguardo e le possibili conseguenze.

Sono cattive abitudini alimentari: saltare la colazione o i pasti principali, cenare tardi, coricarsi subito dopo cena, mangiare troppi cibi pronti o confezionati, mangiare troppi dolci, mangiare poca frutta e verdura, bere poca acqua o sostituirla con bibite varie e succhi di frutta, mangiare troppo e velocemente, mangiare spesso ai fast-food, ecc.

2) i bambini che arrivano all’adozione internazionale tra gli 8 e 10 anni hanno già acquisito le abitudini alimentari del loro paese di provenienza, che sono spesso molto diverse dalle nostre.

E’ giusto chiedere al bambino di cambiare completamente regime alimentare o vecchie e nuove abitudini possono convivere?

Non necessariamente si devono stravolgere le loro abitudini alimentari. Dopo aver appurato la loro alimentazione, si può, se necessario, intervenire, integrando con quegli alimenti eventualmente mancanti. Poi, nel tempo e con gradualità, si può portare questi bambini, se predisposti e se si vuole farlo, a seguire un’ alimentazione più vicina a quella del nostro paese.

3) in generale, tutti i bambini hanno difficoltà a consumare quotidianamente frutta e verdura.

Come si può invogliare i bambini a mangiare questi cibi?

I bambini che non sono abituati a mangiare quantità sufficienti di frutta e verdura o, addirittura, non ne mangiano per niente, ingeriscono una maggiore quantità di farinacei (pasta, pane, ecc.) e di merende poco sane (dolci, merendine, chips, ecc.). Questo causa, nel tempo, un aumento di peso con le relative conseguenze oppure problemi di stitichezza o altri problemi digestivi.

I genitori, prima di tutto, devono dare il buon esempio e quindi la verdura deve essere presente ad ogni pasto principale (pranzo e cena) e il cesto di frutta fresca deve essere sempre pieno in casa. Bisogna, poi, variare la preparazione e la presentazione dei piatti (verdura grattugiata o passata, torta di verdure, pizza con le verdure, verdura cruda prima dei pasti, centrifuga di verdura e di frutta, verdure tritate finemente nel sugo di pomodoro o nella bolognese).

È meglio insistere nel far assaggiare e non nel far finire la porzione. Non si deve demordere, in quanto un bambino deve assaggiare molte volte un alimento prima di accettarne il gusto. Inoltre, è bene coinvolgere il bambino nella preparazione e/o nell’acquisto degli alimenti.

4) una lettura che si può consigliare ai genitori sulla corretta alimentazione dei bambini.

“Nutrirsi bene mangiando. Guida all’alimentazione dal bambino all’adolescente”.

Questo libro affronta i problemi e risponde alle domande con le quali i genitori si confrontano quotidianamente; fornisce informazioni e suggerisce strategie per permettere al bambino e all’adolescente di raggiungere il fabbisogno nutrizionale e per favorire l’impostazione di un sereno e, al tempo stesso, corretto rapporto con il cibo.

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