Ad utrumque paratus: La forza gentile di Giovanni Scambia
“Pronto a tutto: al bene, al male, all’atteso e all’imprevisto. Sempre.”
È un motto latino che racchiude una postura rara, quasi scomparsa. Non è solo una forma di forza, ma una forma di consapevolezza. Essere pronti a tutto non significa essere invincibili. Significa esserci anche quando la vita chiama fuori dal copione.
Giovanni Scambia era così.
Ci sono persone nate per i giorni ordinari, capaci, affidabili, misurate. E poi ci sono quelle che, nei giorni straordinari, rivelano una forza inattesa. Una postura interiore che non si insegna, ma si testimonia.
Il Professore apparteneva a entrambe le categorie. Pronto alla complessità, alla responsabilità, all’inaspettato.
In sala operatoria, nei corridoi del Policlinico, nei momenti decisivi, non era mai frenetico. Preciso, centrato, silenziosamente autorevole. La sua forza non stava nel volume della voce, ma nella qualità dell’ascolto. In quella calma contagiosa che riusciva a trasmettere anche nei momenti più tesi.
Sapeva distinguere ciò che conta davvero. Non cercava il controllo fine a sé stesso, ma sapeva fidarsi, delegare, sostenere. Sapeva anche attendere. Fare spazio. Non forzare.
Era capace di reggere l’incertezza senza esserne travolto. Sempre con lo sguardo rivolto al bene. Mai piegato dalla stanchezza del quotidiano, mai indifferente al dolore altrui. Lavorava tanto, con rigore. Ma ciò che lo rendeva unico era la sua leggerezza profonda. Mai cinico, mai vittima, mai sopra le righe.
C’era qualcosa in lui che rassicurava. Qualcosa che non aveva bisogno di essere spiegato, solo riconosciuto. Era la presenza di chi si è preparato a tutto, senza mai perdere la tenerezza. Di chi sa che non si può prevedere tutto, ma si può scegliere di esserci sempre. Interi, presenti, umani.
Ci sono presenze che non fanno rumore, ma cambiano per sempre il modo in cui guardiamo il mondo.
✍️ Parole scritte e donate con gratitudine da Giusy Palermo, per ricordare un uomo che ha insegnato che la vera grandezza si misura nel modo in cui si resta umani.
Visualizzazioni: 327a cura di: Maria Vaudo

